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Fontana propone lockdown nazionale. Miccichè: “Musumeci non può acconsentire a questo ricatto”

Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, avanza la proposta di un lockdown a livello nazionale. L’idea però sembra non incontrare il favore di tutti, specie di Gianfranco Miccichè presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Il coordinatore regionale di Forza Italia, infatti, auspica per una chiusura concentrata solo nelle zone “a rischio”: «Sono sicuro che le dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, non rappresentino la volontà di tutta la Lega, che altrimenti dovrebbe ricominciare a chiamarsi Lega Nord. Qui in Sicilia abbiamo pagato a marzo un prezzo pazzesco per un errore del Governo sulla generalizzazione della chiusura. Non siamo intenzionati a pagarlo nuovamente».
«A marzo -tuona Miccichè- i presidenti delle regioni del nord hanno preteso che si chiudesse tutta l’Italia facendoci perdere oltre 9 miliardi. Ma noi avevamo, in tutta la Sicilia, meno contagiati della sola provincia di Como e ora ci riprovano».
«Il presidente Nello Musumeci adesso non accetti per la seconda volta questo ricatto. Chiudano solo le regioni del nord, noi non siamo in emergenza! La nostra economia -conclude il presidente dell’Ars- così debole subirebbe un colpo davvero mortale da cui non sarebbe possibile riprendersi».

Intanto si va verso l’ennesimo DPCM

Musumeci, dal canto suo,  si accoda alle altre Regioni circa l’opzione di ridurre ogni spostamento non necessario dibattuta nel corso della riunione delle Regioni italiane con il Governo, i Comuni e le Province. In vista del nuovo DPCM che con molto probabilità sarà firmato stasera: «Speriamo, stavolta che il documento sia davvero condiviso. Vedo un crescente allarme sociale e di questo dobbiamo essere tutti consapevoli. Scelte forti ma non chiare diventano per i cittadini difficili da accettare. Non ci possiamo permettere errori».
«Più cresce la mobilità delle persone più crescono le probabilità di contagio. Per questo motivo stiamo valutando la possibilità, assieme alle altre Regioni ed al governo centrale, di ridurre ogni occasione di movimento non proprio necessario. Altra priorità -conclude Musumeci- resta la riduzione della pressione sui Pronto Soccorso ospedalieri dei positivi o di quelli che temono di esserlo. Serve quindi più collaborazione da parte della medicina di base affinché si intervenga nel domicilio di chi ne ha necessità».
E.G.
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Redazione

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