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Fontana dell’Amenano restaurata e consegnata alla città

Dopo appena cinque mesi, e non senza qualche polemica, «Il dio Amenano scalpita» per usare le parole del primo cittadino etneo Enzo Bianco.

In una piazza Duomo gremita di curiosi e turisti è stata riconsegnata alla città la Fontana dell’Amenano, meglio conosciuta dai catanesi comu “acqua o’linzolu” per via dell’acqua che sgorga e tracima, appunto, come un lenzuolo nella vasca sottostante, risalente al 1867.
Uno dei simboli di Catania e di Piazza Duomo con il Liotro, realizzata dagli artisti Tito Angelini, e Pietro e Filippo Bardi su commissione dell’allora Sindaco Antonino Alonzo.

«Armati della nostra cultura diventiamo paladini del nostro patrimonio» esorta l’Arch. Virgilio Picconi, direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Catania. La fontana restaurata riconsegnata alla città è stata un dono dell’Accademia che, grazie a numerosi sponsor rifornitori del materiale necessario, attraverso il talento degli allievi è stata portata a nuova luce dopo anni di incuria. Lo stesso sindaco Bianco narra che passeggiando varie volte per andare verso la pescheria “non ne potevo più di vederla in delle parti propriu niura

Entusiasmo e soddisfazione per la Sovrintende dei beni culturali Arch. Fulvia Caffo, per  l’Assessore alla Cultura Orazio Licandro. Si è specificato più volte, nel corso dell’inaugurazione, che i lavori effettuati non hanno avuto alcun costo per il Comune di Catania, se non per l’acquisto di una telecamera funzionale ad individuare eventuali malintenzionati. La polemica alla quale si è fatto riferimento riguarda la contestazione relativamente all’apertura del cantiere in prossimità delle festività agatine.

La prima fase dei lavori ha riguardato la scrostatura delle pareti attraverso un’azione meccanica di impacchi, successivamente la rifinitura. «Un’esperienza umana e formativa -raccontano i giovani restauratori- che si è anche svolta in tempi brevi» e come accaduto per la realizzazione della monumentale opera di arte contemporanea che ha investito i silos del porto «in corso d’opera erano tanti i turisti e cittadini che si fermavano, chiedevano, e scattavano fotografie. Siamo contenti di aver lavorato in un posto conosciuto come questo».

Riguardo le statue invece, sono stati gli allievi del corso di scultura che hanno provveduto alla realizzazione di parti mancanti delle tre statue, la mano del dio Amenano e un dito di uno dei due trifoni. Due allieve del corso di pittura, invece, hanno omaggiato il Sindaco con due tele.

Come ogni inaugurazione, non poteva mancare ,infine, l’omaggio musicale da parte degli studenti del liceo musicale “Vincenzo Bellini”.

 

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