Nera

Incassavano fondi per progetti culturali e turistici mai realizzati, indagate 14 persone

Progetti per beni culturali e turismo, ma in realtà vi era solo un sistema truffaldino dietro. 

Obiettivo: intascare fondi “veri”

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno dunque chiuso una grande inchiesta, la quale verteva sull’incasso di fondi pubblici e finanziamenti concessi dall’Unione Europea e dalla Regione. In manette l’imprenditore Antonio Fabbrizio 51 anni, un personaggio molto noto negli ambienti dell’impresa e della pubblica amministrazione. Indagate, inoltre, altre 13 persone.  Fabbrizio, inoltre, è destinatario di un’interdizione dall’attività imprenditoriale e dall’esercizio di cariche presso persone giuridiche.

Su tutti gli indagati pende l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al falso ideologico, all’emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, alla truffa aggravata per il conseguimento fi erogazioni pubbliche e alla successiva malversazione, sino alla bancarotta fraudolenta e all’intestazione fittizia di beni.

I progetti

Diversi progetti, almeno sulla carta, avrebbero dovuto prendere vita con il fine ultimo di valorizzare il territorio: “Isole Eolie”, “Città della montagna”, “Centro storico di Catania”,”Centro storico di Siracusa”, “Città del mare”, “Tindari Nebrodi”, “Palermo servizi musei”, “Torri e castelli”, “Acqua labodes”, “Alcesti-Pir dei due mari”. Nel mirino anche i consorzi “Cult”, “Sistema Palermo servizi museali” e “Alimentaria Sicilia”.

Invece, attraverso un sistema di fatture false, questi progetti non sono mai stati realizzati. Ma i soldi ricevuti venivano intascati lo stesso.

In totale, sono stati sequestrati beni per oltre 11 milioni di euro.

E.G.

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Redazione

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