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Follia della Notte della Follia. Festa vip per una Catania che non è vip

Mentre scrivo è domenica e la Notte della Follia si è conclusa da poco, 24 ore di eventi no stop, tra cultura musica a teatro, a Catania, al Castello Ursino.

Ed io ripenso alle mie 24 ore della sera prima, ad una giornata piena di impegni di vita quotidiana, la mia vita, bella piena tranquilla appagante, agli occhi di qualcuno noiosa. Un tranquillo sabato culminato in una notte della follia.

Come in un film riavvolgo il nastro e torno ancora più indietro, scorrono le immagini nella mia mente, pagine di fb, foto di instagram, parole chiave di mail, messaggi, cerco di mettere a fuoco il momento esatto in cui la parola “follia” è diventata contagiosa e virale. Cerco l’attimo esatto in cui mi sono accorta che stava accadendo qualcosa, che pensavo lontano da me e non immaginavo mi avrebbe coinvolta.

Ecco ce l’ho, una foto in un profilo fb, un mio contatto pubblica una foto con una mascherina nera e l’hastag #NottedellaFollia. Guardo ma non mi soffermo, da li a breve un susseguirsi di foto con mascherina nera e un invito sfocato, selfie con mascherina annessa, mascherina sul tavolo della colazione, mascherina tra pizzi e merletti, la costante sempre la stessa mascherina nera – stile occhi di gatto- e hastag.
Quasi contemporaneamente arriva la mail con comunicato stampa e in allegato il programma dettagliato. Un programma ricco, fitto e interessante, 24 ore di follia e tra gli eventi in programma leggo: Corte della follia”, un momento di aggregazione e di intrattenimento che vede la presenza di bloggers ed influencers con un sottofondo musicale,  e ancora nel dettaglio ore  02.00 – 3.30 –L’evento esclusivo intitolato “Corte della follia” rappresenta un momento di aggregazione e di intrattenimento che vede la presenza di bloggers e influencers. Il tutto accompagnato da un sottofondo musicale a cura di Salvatore Porto. Solo su invito. Spazio corte del Castello.

Penso alla polemica di Vouge, giornalisti Vs blogger e influencer, penso all’orario e mi dico: follia!
È venerdì mattina e mentre leggo questa e altre mail, arriva una telefonata che mi comunica che a breve mi verrà recapitata una busta con invito e indicazioni per un party esclusivo, un evento nell’evento, una festa, un party, una cosa folle ad iniziare dall’orario.

Non ci credo, il mio primo pensiero è: come farò dopo un sabato di lavoro pieno e intenso ad uscire nel cuore della notte, come direbbe Marzullo, quando un giorno sta per finire e uno nuovo sta per iniziare. 

Nel frattempo sui social cresce l’attesa e leggo che è un party esclusivo, un party solo su invito, per accedere devi avere un braccialetto argentato e ovviamente la mascherina nera- sempre lei-. Leggo che l’evento La Corte della Follia è un “mix di atmosfere e ritmi che coinvolgono le più profonde sfere della meditazione e si insinuano tra la flessuosità dei pensieri formulando energia pura“.

Ecco che si insinua in me una curiosità – la curiosità di chi come me da quando aveva 3 anni e ha iniziato a chiedere “perché” non ha più smesso-.  L’evento generale è nato da un idea di Gianni Filippini, la produzione è a cura della Fenice Company Ideas, in collaborazione con altre realtà del territorio.
Nello staff dell’organizzazione c’è anche Sarah Spampinato e Giuseppe Reina, anime del PopUpMarketSicily e penso che se ci sono anche loro dietro tutto questo allora non posso mancare. Perché tutti si lamentano di questa città, per un motivo o per un altro, motivi validi e non, e quando si organizzano eventi così la città deve rispondere positivamente, deve riappropriarsi di luoghi che fanno la storia della città, e ancor di più gli amici devono sostenere e supportare i progetti degli amici.

Porto avanti il nastro della memoria e arrivo modalità veloce a sabato sera, sono le 20. 30, stanca – davvero stanca- penso che mi aspetta un party, a dire il vero ci penso a intermittenza dalla mattina. Penso a come arrivare alle 2. 00 di notte, fresca come un bocciolo di rosa e piena di scintillio.
Penso a Carrie Bradshaw – in Sex and the City II ndr- quando lei si lamenta con il marito che nella vita a due, nella loro quotidianità per quanto bella tranquilla e rassicurante,  la formula “io tu divano plaid e tv di sabato sera” a volte deve essere messa da parte per una serata glamour e piena di scintillio.

Ecco ho l’occasione dello scintillio anche se è alle 2 di notte non mi resta che preparare il mio outfit – rigorosamente in Black Dress- gli accessori, mascherina e braccialetto già dentro la pochette.
E poi pijiama di seta, letto plaid e sveglia alle 00.30. E si l’ho fatto!
Mi sono addormenta facendomi cullare dal pensiero di quello che mi avrebbe aspettato da li a poche ore, di chi avrei incontrato, di chi avrei conosciuto o riconosciuto.
Puntuale il trillo della sveglia alle 00.30 -non ci credo, continuo a ripetere a me stessa- subito sotto la doccia perché urge svegliarsi in modo definitivo. Mi preparo, consapevole che per le mie amateodiate occhiaie non basterà il correttore color albicocca che le beauty blogger consigliano e neanche l’illuminante di Ysl che solitamente fa miracoli, mi rassegno a lasciare il tacco 12 favorendo delle flat shoes super chic- ma pur sempre flat– e mi dirigo verso il Castello Ursino. Per arrivare incontro e mi scontro con la movida catanese del sabato sera – un mondo a parte, un capitolo a parte- .

Fortuna vuole che nonostante la confusione, i locali pieni – ancora alle 2 di notte c’è gente che si accomoda nei tavoli dei ristoranti attorno al Castello per cenare… Follia! – trovo parcheggio subito. Mi incammino, e vedere il Castello tutto illuminato, pieno di gente che entra ed esce, che scatta foto, fa video, snapchatta, fa selfie, chiacchiera, ride mi fa pensare che la serata sta per iniziare anche se sono già le 2 di notte ed io solitamente sono nel mio sonno profondo.

Arrivo all’ingresso e subito mi chiedono di mostrare il braccialetto, non vale tenerlo nella borsa, bisogna indossarlo subito e mostrarlo. Non faccio in tempo a indossare la mascherina nera che già riconosco volti di amici e di amici di amici, con o senza mascherina le persone che conosci le riconosci.  Avvocati, giornalisti, giovani imprenditori, professori universitari, designers, architetti, madri e padri di famiglia che hanno lasciato la prole ai nonni o alla babysitter. E poi penso: hanno pure  scritto e pubblicato sui social quindi a dispetto della privacy e dell’invito top secret la loro presenza era annunciata. Una chiacchiera dopo l’altro la sala di ingresso si riempie.

Un giro di sguardi veloci e feroci, di quelli che si scambiano le donne a questi eventi, di quelli che ti fanno una radiografia in un istante, di quelli che se non va bene qualcosa ti fulminano e a volte inceneriscono. Il total black trionfa per lui e per lei, per le donne vince l’abito nero, tra pizzo, trasparenze e scollature e la black jacket in pelle, tacchi o sneakers perché non esistono le mezze misure tra le shoes addicted, per gli uomini abito e T-shirt nera, la mascherina nera è già sul viso! C’è chi indossa mascherine più particolari, con piume, con strass. Una coppia su tutte mi colpisce lei bellissima con una mascherina in pizzo, sembra un tatoo sulla pelle, intrigante, lui  brizzolato la riempie di attenzioni e di sguardi. Arrivano le blogger, arrivano insieme -perché le blogger inthecity fanno rete si conoscono e sono amiche e la cosa mi piace-, arrivano coppie che hanno preso sul serio l’invito, lei in LBD e lui disinvolto in completo scuro con con tanto di papillon, accanto a chi è in jeans e thsirt nera, gruppi di amici, ma anche persone da sole, perché si sa in questo tipo di party qualcuno che consoci lo incontri di sicuro -sempre-.

Controllo l’orario e sono già le 2.20 e l’evento non è ancora iniziato, e penso al mio letto, nel frattempo si conclude una performance teatrale, qualcuno ha in mano un fiore, gigli bianchi e gladioli rossi, mi incuriosisco ancora di più, anche qui volti noti, scambio di saluti e di battute, fra tutti mi colpisce un ragazzo (lo conosco bene il ragazzo, un amico dai tempi del liceo, un amico che è amico di molti a Catania) lui è con braccialetto blu -necessario per accedere agli eventi-  che incontrando amici con il braccialetto argentato -necessario per accedere al party Corte della Follia- li appella come Vip, con un tono ironico misto allo sfottò.  Mi viene da ridere e penso siamo già in piena follia, ma davvero c’è chi crede che a Catania ci siano i Vip, ma davvero qualcuno si sente Vip. Fortunatamente né l’uno né l’altra.

Finalmente aprono le porte della corte, intravedo le foglie degli alberi, le luci viola blu e fucsia sulle pareti della corte, la folla che ha atteso per quasi mezz’ora si avvia all’ingresso, anche li c’è da mostrare il braccialetto.

Entro e lo stupore mi lascia a bocca aperta, sono incredula, una postazione per il dj, la musica in sottofondo, alle spalle un palco, di lato un angolo beverage che offre prosecco in flute di vetro. Mi giro intorno e non vedo nulla, faccio un giro e un altro giro su me stessa, e ancora nulla, non ho bevuto e mi gira la testa, non c’è una sedia, un divanetto, gli scalini o sedute improvvisate sono già state occupate.

È allora cha scoppio in una risata, una risata di quelle che hanno un tono folle un po’ come quella del Cappellaio Matto di Alice in Wonderland. Attorno a me adesso non tutti hanno la mascherina, ma tutti scattano selfie e foto, chiacchierano e bevano, qualcuno si accende una sigaretta, e subito dalla regia l’annuncio che è vietato fumare -per alcuni disperazione, la corte è a cielo aperto ma è pure sempre all’interno di un museo- e vanno via.

Sono le 03.00 e mi dico adesso accadrà qualcosa, adesso qualcuno si calerà con una fune dal tetto, arriveranno i super eroi con le mascherine nere -su tutti in prima fila Batman-, arriverà qualcuno, succederà qualcosa, ma nulla.
Ed ecco la follia… la follia di andare alla notte della follia!

Qualcuno mi chiede: ma che ti aspettavi?

Devo dire che la mia mente ha fatto tutto da sola, si è creata delle aspettative, ha amplificato gli indizi, ha esaltato i messaggi tra le righe, ha alimentato l’attesa costruendo un party come quelli che si vedono nei film – La grande bellezza-, come quelli che si leggono nei libri -Il Grande Gatsby-.

La follia dei social– ma anche l’astuzia e la strategia di comunicazione degli organizzatori- che riesce a pompare, a spingere un evento creando curiosità e attesa,  e anche la follia di chi ha un’idea, l’intuizione e riesce a contagiare altri con la sua stessa follia,  perché come diceva Mark Twain “Un uomo che ha un’idea nuova è uno svitato finché quell’idea non ha successo”.

Alla fine “Il pazzo è un sognatore sveglio” – citando Sigmund Freud- ma io avevo davvero sonno, troppo sonno – e volevo continuare a sognare-  e sono andata via prima che tutto finisse in modo ufficiale… chissà che non sia successo qualcosa di davvero folle!

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Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

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