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Firme false M5S, richiesta ispezione ministeriale alla Procura di Palermo

È opportuno che sia il Vice Questore della Digos Giovanni Pampillonia a seguire le indagini sulle firme false del M5S?

Il Sen. Lorenzo Battista lo ha chiesto al Ministro dell’Interno Angelino Alfano e al Ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando in un’interrogazione nella quale si invitano i ministri interrogati a predisporre un’ispezione alla Procura di Palermo per verificare la liceità delle procedure attuate dall’autorità inquirente.

I fatti.

una segnalazione anonima inoltrata alla redazione del programma televisivo “Le Iene Show” ha permesso di aprire una nuova inchiesta sul caso delle presunte firme false consegnate per la presentazione delle liste elettorali del M5S utili a concorrere alle elezioni amministrative di Palermo nel 2012. Già nel 2013 la Procura di Palermo aveva indagato, ma il caso venne archiviato e iscritto al registro degli atti non costituenti notizia di reato (modello 45).

Un nuovo elemento avrebbe permesso alla redazione del programma televisivo di indagare sui fatti, ossia i moduli originali con le firme autografe, riconosciute come tali dai sostenitori attraverso un confronto diretto trasmesso nel servizio andato in onda il 2 ottobre 2016. Nel corso della stessa puntata, è un attivista del M5S, il professor Vincenzo Pintagro, a lanciare l’accusa di falsificazione contro una deputata in carica e contro Samanta Busalacchi, dichiarando di averle colte sul fatto.

Nel 2012, gli attivisti del M5S non erano riusciti a raccogliere le firme necessarie alla presentazione delle liste in moduli, che, in ogni caso, contenevano un errore nel luogo di nascita di uno dei candidati: per sanare lo sbaglio avrebbero quindi ricopiato di loro pugno le firme regolarmente raccolte su altri moduli corretti. Tale circostanza si evincerebbe dallo scambio di email del periodo, rese note nel servizio de “Le Iene Show”, andato in onda il 18 ottobre 2016.

A condurre le indagini nel 2013, a detta dell’anonimo segnalatore, era un funzionario della Digos di cui non ricordava il nome, a suo dire in rapporti d’amicizia con un parlamentare nazionale e un deputato dell’Assemblea regionale siciliana.

Lo scorso 11 ottobre, la Procura di Palermo ha riaperto le indagini. I magistrati Dino Petralia e Claudia Ferrari avrebbero sentito presso gli uffici della Digos di Roma come persone informate sui fatti i parlamentari Giulia Di Vita, Andrea Cecconi, Chiara Di Benedetto e Loredana Lupo. Inoltre, è stata udita una super testimone, l’On. Claudia La Rocca, che avrebbe ammesso di avere partecipato alla riproduzione delle false sottoscrizioni e rivelato il nome degli altri attivisti coinvolti.

la Procura di Palermo ipotizza la sussistenza del reato previsto dall’articolo 90, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, e successive modificazioni e integrazioni, recante “Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle Amministrazioni comunali”, che così recita “Chiunque forma falsamente, in tutto o in parte, le schede o altri atti dal presente testo unico destinati alle operazioni elettorali o altera uno di tali atti veri, o sostituisce, sopprime o distrugge in tutto o in parte uno degli atti medesimi è punito con la reclusione da uno a sei anni. È punito con la stessa pena chiunque fa scientemente uso degli atti falsificati, alterati o sostituiti, anche se non ha concorso alla consumazione del fatto. Se il fatto è commesso da chi appartiene all’ufficio elettorale, la pena è della reclusione da due a otto anni e della multa da 1.000 euro a 2.000 euro”.

Nel servizio televisivo andato in onda il 6 novembre 2016, il conduttore Filippo Roma ha cercato di approfondire la questione relativa ai rapporti tra i vertici del M5S e il candidato presente in lista con il vice questore Giovanni Pampillonia, accusato principalmente di avere violato il segreto d’ufficio, rivelando il contenuto della deposizione del professor Vincenzo Pintagro in seno alla prima inchiesta avviata sul caso.

Il vice questore non ha rilasciato dichiarazioni, poiché non autorizzato dal Dipartimento di pubblica sicurezza. Tuttavia, dal servizio si evince che lo stesso avrebbe raggiunto in un secondo momento il conduttore Filippo Roma, convocandolo verbalmente presso i suoi uffici, per notificare un provvedimento, specificando che, in quanto attività istruttoria, non era autorizzato a registrare con videocamere o altri strumenti. L’inviato televisivo, pertanto, si sarebbe presentato presso la Questura di Palermo alle ore 9 del mattino, senza un legale e impossibilitato a contattarlo telefonicamente su disposizione del vice questore Pampillonia, e trattenuto per circa 3 ore e 30 minuti.

Nell’atto della Procura della Repubblica, si richiedeva la consegna degli atti probatori utili alle indagini riaperte sulle firme false, cioè i moduli originali non depositati con le firme autografe, riconosciute come tali dai firmatari. Non avendoli con sé, alcuni funzionari della Digos di Roma si sarebbero recati presso l’abitazione di Filippo Roma, mentre il conduttore si trovava negli uffici della Questura di Palermo: non essendoci nessuno in casa, è stata la suocera a ricevere i funzionari e a consegnare i moduli originali con le firme autografe.

L’operazione risulta perciò predisposta e coordinata dallo stesso vice questore Giovanni Pampillonia che, telefonicamente, avrebbe guidato i funzionari della Digos alla ricerca di altra documentazione nell’abitazione del conduttore.

Inoltre, è stato accertato il grado di parentela tra il vice questore e vice dirigente della Digos Giovanni Pampillonia e uno dei candidati presentati con la lista M5S alle amministrative di Palermo 2012; difatti, nella segnalazione anonima, verrebbero indicati precisi rapporti d’amicizia tra il vice questore e i vertici del M5S, che potrebbero essere confermati dagli atteggiamenti confidenziali riscontrati nel video amatoriale, che ritrae il vice questore della Digos Giovanni Pampillonia durante la visita di Beppe Grillo nel quartiere Ballarò di Palermo il 24 settembre scorso.

Oltre ai moduli con le sottoscrizioni autografe, sarebbe stata acquisita indebitamente anche la segnalazione anonima, dove veniva citato il vice questore Giovanni Pampillonia, che, come riportato, coordinava telefonicamente la perquisizione a opera dei funzionari della Digos di Roma.

Sono otto, tra parlamentari e attivisti del Movimento 5 Stelle, gli indagati con l’accusa di violazione del testo unico 570 del 1960, per la vicenda delle firme false a sostegno della lista presentata nel 2012 alle elezioni comunali di Palermo. Lo scrive l’agenzia di stampa AGI, che segnala che gli indagati saranno interrogati dalla settimana prossima, dal pool coordinato dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia e dal pm Claudia Ferrari, che si avvalgono delle indagini svolte dalla Digos coordinate dallo stesso vice questore delle indagini archiviate nel 2013.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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