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Cronache

Fipet: “Chiediamo incontro con il sindaco”

Catania – “La situazione al Centro Storico si sta trasformando in un calderone sempre più rovente” racconta Roberto Tudisco Presidente della FIPET – federazione italiana pubblici esercizi e turismo- dove i commercianti sono sfiduciati, stanchi e al limite della sopportazione per i continui “ esperimenti” di questa amministrazione che si traducono in vessazioni e oneri economici per cittadini e commercianti.

La polemica sulle strisce blu notturne in testa. Ogni sera vengono elevati centinaia di verbali e la cittadinanza non conosce nemmeno il perché, i cartelli che dovrebbero avvertire cittadini e turisti sono microscopici non illuminati, mancano le segnaletiche e non è stata fatta nessuna informazione istituzionale da parte del comune malgrado la promessa di cartelloni, volantini e striscioni. Chiediamo all’amministrazione di cessare questo esperimento, di eliminare le strisce blu notturne in centro che stanno causando solo disagi e una fuga dal centro storico massiccia e incontrastata. Se continua così ci ritroveremo con un centro deserto e abbandonato come la Catania di 30 anni fa.”

Elena Malafarina – vicepresidente Fipet- racconta come è ormai da mesi che aspettano che il comune adempia alle sue stesse promesse. C”i avevano assicurato miglioramenti ed invece tutto come sempre si riduce ad una operazione di facciata. L’autobus numero 2-5 spacciato per Movida Bus continua nel suo normale tragitto, nessuna indicazione delle fermate che dovrebbero incentivare la discesa in centro, nessun decoro dentro i mezzi e nessuna pubblicità di questa mirabolante attrattiva catanese. Le strisce blu notturne erano un “esperimento” avevano un carattere provvisorio e chiaramente quale luogo migliore del centro storico per potere sperimentare e fare anche cassa?

Inutile dire che le strisce blu notturne non hanno prodotto nessun miglioramento della qualità del centro ma anzi maggiore caos perché spesso la gente è costretta a pagare sia la tariffa che il parcheggiatore notturno, tutto questo senza che i vigili siano in grado di contrastare il malcostume del pizzo del parcheggio. Insomma a pagare sono sempre i soliti noti.

Ma non possiamo tollerare ancora per molto questa condizione ormai al limite dello scandalo: ci si aspetta infatti che il cittadino e il commercianti paghi, sopporti la multa, sopporti il parcheggiatore abusivo, l’assenza cronica di parcheggi e tutto il resto mentre l’amministrazione – che dovrebbe essere esempio di virtù e legalità- non risponde nemmeno alle domande più semplici prima tra tutte la natura della penale sostare che curiosamente viene elevata contestualmente al verbale e che ha il codice di pagamento del terremoto abruzzese…. Un po curioso non trovate? Non sarebbe forse auspicabile che le autorità pubbliche forniscano in modo chiaro e trasparente se questa prassi è legittima oppure no ? E’ chiedere troppo ?

Ma esistono altri esperimenti che l’amministrazione conduce sul centro storico e l’ultimo vessillo della crociata viene fatto nel nome del decoro urbano. Il comune indignato dalla bruttezza dei cartelloni pubblicitari infissi nei muri di palazzi ha creato una task force per multare gli esercenti indisciplinati ma dalle segnalazioni degli stessi il tutto si è trasformato nella crociata contro le tende , dove senza nessuna indicazione di una legge o di una procedura viene rilasciato un foglietto fotocopiato con un indirizzo….. per la serie sbrigatela tu mio caro commerciante!

E’ forse questo il comportamento di una istituzione pubblica? Non si dovrebbe agire per aiutare il commerciante per risolvere il problema? Magari aggiornando il regolamento che risale ai primi del 900 ormai obsoleto e superato? E’ morale essere multati senza che la controparte istituzionale creai regole per poter lavorare sereni? E come mai tutti questi esperimenti vengono fatti solo al centro? Il decoro urbano non interessa anche il resto della città? Quando si chiedono infatti informazioni in merito a ciò il resto di Catania risulta non pervenuto. Ma state tranquilli cittadini, dormite sereni e mentre camminando per le vie di Catania noterete cestini straripanti, escrementi di animali, clochard abbandonati a se stessi e cartelloni pubblicitari selvaggi non preoccupatevi perché si sa che a Catania il decoro urbano è un po’ come tutto il resto…sperimentale.

Oggi abbiamo riunito i nostri associati per denunciare il modo in cui siamo trattati, come un bancomat da cui attingere, come un terreno di esperimenti che riducono la nostra clientela, che comportano disagi alla cittadinanza, che non creano regole con cui lavorare in modo sereno, che aumentano burocrazia e caos, senza fornire norme chiare , alimentando distorsioni e distinzioni che producono clientelismo. Insomma lo abbiamo già detto e ridetto a Catania fare il commerciante si sta trasformando in un incubo. Abbiamo anche chiesto un incontro con il Primo Cittadino Enzo Bianco per consentire ai nostri associati, riuniti in una nutrita delegazione, di confrontarsi su questi temi e capire cosa dobbiamo aspettarci per il futuro: vogliamo capire se siamo, oltre che un bancomat, anche una risorsa da valorizzare e con cui interloquire per determinare il futuro del centro storico catanese.”

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Redazione

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