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CronacheEconomia

Fipet: “A Catania meglio essere abusivi”

“Il commercio a Catania è un mestiere sempre più difficile”. Questa mattina la F.I.P.E.T. – Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Turismo- rappresentata dal Pres. Roberto Tudisco e Vicepres. Elena Malafarina, ha preso parte ad un incontro presso l’Assessorato al Commercio relativo all’introduzione di “nuove sanzioni in materia di occupazione di suolo pubblico” , una nuova ordinanza sindacale e una nuova misura sanzionatoria contro coloro che occupano il suolo pubblico e che consiste nella “chiusura dell’esercizio per un periodo non inferiore a cinque giorni”.

“Il problema principale è che non viene fatta alcuna distinzione tra soggetti muniti della concessione del suolo pubblico e soggetti totalmente abusivi, poiché dalla riunione emerge che tale misura verrà applicata anche nei confronti di coloro che hanno semplicemente ampliato di qualche centimetro l’occupazione concessa. È chiaro che qui il vero soggetto danneggiato è il commerciante in regola perché solo ad un soggetto che esercita l’attività commerciale in modo stabile può essere intimata la chiusura di almeno cinque giorni dell’attività economica.

Un danno che forse non ci possiamo più permettere di sopportare; nei tempi così difficili che stiamo vivendo, fare commercio a Catania si sta sempre più trasformando in una sorta di suicidio, e sembra che il suolo pubblico sia il problema più caldo di questa città poiché non passa mese senza che qualche novità, balzello, tassa, sanzione accessoria, restyling, documentazione o altro lo riguardi. Adesso con questa nuova misura un altro cadeaux viene recapitato ai commercianti catanesi.

Non abbiamo compreso di chi sia la paternità dell’iniziativa, se si tratti della volontà del Sindaco o di qualche Assessore, ma lanciamo un appello per fermare questa ordinanza e trovare regole che consentano a tutti di svolgere serenamente il proprio lavoro. Spesso infatti si ignora che i verbali di occupazione del suolo pubblico di cui parliamo non riguardano soggetti abusivi, quelli infatti come si può ben notare sono sempre al solito posto e in bella vista, ma commercianti in regola multati per 10 cm o 60 cm o per un pianta che sporge o per dieci minuti di ritardo nello smontaggio degli arredi o per una fantasiosa interpretazione della norma da parte dei vigili. E non si possono paragonare queste due situazioni, perché il commerciante multato perché ha sforato di 60 cm ha commesso si una violazione ma il suo disvalore è inferiore rispetto ad altre condotte ( vedi gli abusivi totali) e non può e non deve essere punito nel medesimo modo.

La sanzione è legittima se uno sbaglia ma tutto deve essere proporzionato al tipo di violazione che si è commessa e ci sembra davvero eccessivo in un tempo di crisi far chiudere una attività economica per minimo cinque giorni….. e chi pagherà i dipendenti? O i fornitori? E ricordate che comunque alla seconda multa è sempre prevista la revoca della concessione del suolo pubblico esterno per almeno un anno , come se già non piovesse sul bagnato per i poveri commercianti.

 

Il presidente FIPET Roberto Tudisco ed il vicepres. Elena Malafarina lanciano quindi un appello: “chiediamo di poter confrontarci con il Primo Cittadino sull’argomento per sottoporgli le nostre proposte e far conoscere la posizione ed il disagio dei commercianti, per trovare regole che possano garantire ordine e decoro ma anche lavoro ai commercianti e fiducia nelle istituzioni. Il nostro appello non deve cadere nel vuoto, siamo il cuore di questa città, e non vogliamo restare inascoltati.”

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Redazione

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