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Chiusura pescheria: Fipet lancia raccolta firme

Catania – La Fipet – Cidec Federazione Italiana Pubblici esercizi e turismo – ha partecipato stamane presso Palazzo degli Elefanti alla riunione della Commissione Commercio, presieduta da L. Balsamo, in merito al progetto di chiusura al traffico della zona delle pescheria; oggi erano presenti gli esponenti della commissione commercio nonché anche altri consiglieri, non facenti parte della commissione, ma intervenuti per ascoltare la discussione su un tema così delicato e sentito. Erano inoltre presenti le principali sigle sindacali e diversi operatori commerciali della pescheria e zone limitrofe.

Il Presidente Fipet Roberto Tudisco ha lamentato la mancanza di un progetto chiaro e trasparente: “Non sappiamo se sia stato fatto o meno uno studio sulla viabilità e sulle conseguenze economiche e sociali che la chiusura comporterebbe. Non sappiamo se questa proposta presentata dall’assessore D’Agata, non presente alla riunione, sia contemplata nel P.G.T.U. – piano generale traffico urbano- dato che nessuna documentazione è stata visionata durante la riunione. La nostra preoccupazione per le conseguenze di una tale scelta sono considerevoli perché il commercio a Catania sta morendo strozzato dalla crisi e dall’incompetenza amministrativa. Centinaia di operatori potrebbero chiudere bottega e lasciare in mezzo ad una strada migliaia tra operatori, dipendenti e famiglie. E’ un costo che come città non possiamo permetterci.”

“La cosa più assurda – afferam Tudisco – è l’assenza di confronto con le sigle sindacali ed operatori che nulla conoscono in merito a questa iniziativa, sembra infatti che lo scollamento tra questa amministrazione ed il tessuto commerciale sia ogni giorno più profondo e grave. Tudisco infatti mette in mostra come la posizione della Fipet rispecchi la posizione delle altre sigle sindacali presenti: tutti lamentavamo gli stessi problemi, nessuno confronto con gli operatori, nessun piano di viabilità, nessun piano parcheggi a sostegno di questa chiusura, nessuna valorizzazione della zona.”

Il vicepresidente Elena Malafarina sottolinea infatti che chiudere una zona non al traffico non significa adottare una politica di sviluppo e valorizzazione: prima di chiudere si dovrebbe pensare a potenziare i mezzi pubblici e farli funzionare degnamente, si dovrebbero costruire parcheggi in grado di creare un vero flusso verso il centro. Qui invece si procede a contrario prima si chiude e dopo si pensa.

“Lamentiamo la totale assenza di progettualità, un tempo la politica era in grado di immaginare una città e di creare una strada verso quella meta, oggi invece si naviga a vista e non ci si rende conto che siamo già sulla rotta della deriva da un bel pezzo: senza un confronto serio, senza chiarezza, senza coinvolgimento delle forze produttive questa città si arenerà sugli scogli e saranno le generazioni future a pagare il prezzo di una Catania regredita di 20 anni e forse anche più.”

La Fipet – Cidec ha così lanciato una raccolta firme tra gli operatori che ha trovato l’appoggio di tutte le sigle sindacali presenti tra cui Confcommercio, rappresentato da F. Sobello e Confesercenti rappresentata da E. Lombardo per una sinergia a tutela degli operatori. Firme che consegneremo al termine dell’iniziativa nelle mani del Sindaco.

“Il nostro obiettivo è dimostrare che la partecipazione democratica deve avere un peso reale e fare i conti con quelle che sono le istanze veritiere di questa città: noi non siamo una città industriale, ma non siamo ancora una città turistica, la maggior parte dei posti di lavoro proviene dal settore commerciale e sembra che la crisi che stiamo vivendo non interessa a nessun esponente di questa amministrazione.”

Gli operatori commerciali presenti hanno inoltre chiesto a tutti i consiglieri comunali presenti di sfiduciare politicamente il sindaco Enzo Bianco a seguito di questa persistente politica di inascolto e disattenzione verso il settore.

“Siamo pronti a mostrare che i commercianti catanesi sono stanchi di vuote promesse e chiacchiere da salotto, i problemi di questa città possono essere risolti e noi di certo non ci rassegneremo facilmente a subirli.”

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Redazione

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