fbpx
CronacheNews

Finge minacce d’aborto per sfuggire all’arresto

Pensava di farla franca ancora una volta, la pregiudicata di nazionalità bosniaca Spaic Romina (classe 1994), arrestata ieri dagli uomini delle Volanti dell’UPGSP, in esecuzione di provvedimento del Tribunale di Roma che sostituisce gli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere.

E il suo alibi, anzi la sua certezza, consisteva nel suo stato di gravidanza che, unito alla sua appartenenza all’etnia Rom, le avrebbe certamente assicurato nuovi arresti domiciliari presso un campo nomadi dal quale, come spesso accade, come sempre accade, sarebbe sparita immediatamente per poi venir fuori in un’altra parte d’Italia con chissà quale nome. Ma, questa volta, le cose sono andate diversamente, grazie all’impegno e alla professionalità degli uomini, agenti e funzionari, dell’UPGSP che hanno offerto all’Autorità giudiziaria un quadro probatorio di colpevolezza più che convincente, inattaccabile.

I fatti hanno avuto inizio il pomeriggio del 2 marzo, quando è giunta sul 113 una segnalazione relativa a due ragazze sospette che si trovavano all’interno di un condominio di via Oliveto Scammacca.

Giunto immediatamente sul posto, l’equipaggio di una Volante ha sorpeso due ragazze, ben vestite, che scendevano frettolosamente le scale.

Entrambe sono state immediatamente bloccate e, al controllo, sono state trovate in possesso del nuovo must dei furti in appartamento: un ritaglio di plastica, ricavato da una bottiglia di detersivo per stoviglie, solitamente utilizzato dai rom, frapponendolo tra lo stipite e la serratura, per l’apertura delle porte degli appartamenti da depredare.

Le donne sono state condotte in Questura e, dopo una non facile procedura di identificazione, sono state identificate per due pregiudicate di etnia rom con precedenti per reati contro il patrimonio. La SPAIC, in particolare, che nascondeva il “grimaldello in plastica”, avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari in un’abitazione di Roma.

Pertanto, con procedura d’urgenza, è stato richiesto al Tribunale di Roma l’aggravamento della misura cautelare degli arresti domiciliari, col ripristino della custodia in carcere.

Ma la bosniaca si è dimostrata “un osso duro” e, soprattutto, disposta a tutto per guadagnare la libertà: con una escamotage ha ottenuto un attimo di privacy in bagno, dal quale è uscita con evidenti tracce di sangue sugli abiti da lei spacciate per minacce d’aborto.

Tutto inutile: prontamente accompagnata al Pronto Soccorso del Santo Bambino, i medici hanno accertato che si trattava di ferite autoinflittesi dalla donna, verosimilmente con una forcina per capelli.

È finita così in carcere, a Piazza Lanza, la giovane rom bosniaca, dove verrà trattata con i riguardi dovuti al suo stato di gravidanza, mentre per la complice sono state avviate le procedure di espulsione.

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker