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Finanziaria, l’antimafia di facciata ha i giorni contati

L’importante taglio ai finanziamenti regionali destinati alle associazioni antimafia dimostrano la chiara intenzione del governo regionale di mettere un punto alle speculazioni sino ad oggi denunciate a danno delle vittime.

L’antimafia al centro della manovra

Il contributo previsto nel 2019 per le associazioni antiracket, fondazioni, centri ed altre strutture che assistono e tutelano i soggetti che hanno subito richieste e atti estorsivi ammontava da 321.046 euro.

Il governo regionale però vuole tornare alla somma fissata per il 2018, ovvero a 19mila euro. Si tratterebbe di un taglio pari a 301mila euro alle associazioni.

Viene confermata la riduzione della somma destinata al fondo di solidarietà per le vittime di richieste estorsive che passa da 695.984 a 83.398 euro. Stessa sorte spetta al fondo regionale per le costituzione di parte civile nei processi contro la mafia. Il fondo rimarrà invariato a 29mila euro con un un taglio di 112mila euro rispetto alle previsioni.

Le opposizioni sul piede di guerra

Che dietro ogni associazione antimafia di rilievo ci siano esponenti politici di spicco è cosa nota. L’antimafia, d’altra parte, serve anche a questo: costruire l’aura degli eroi che si battono contro la criminalità organizzata di stampo mafioso. Perciò, non stupiscono le reazioni.

Fava: “Cultura e sociale sono le vittime preferite da questo governo regionale”.

M5S: “In questa bozza di manovra, i tagli la fanno da padrone”.

PD: “Ci batteremo contro i tagli. La lotta alla criminalità e alla cultura mafiosa passa dai segnali che la politica e le istituzioni mandano alla società”.

Ma la rimodulazione dei finanziamenti era un processo già avviato dal precedente governo, quindi non ascrivibile a orpelli di bandiera di partito.

Non meno battagliere sono poi le associazioni finite nel mirino della manovra. Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre, nella difesa d’ufficio rilasciata al Fatto Quotidiano, incalza: “L’antimafia non paga e non porta voti”. È davvero così?

Ecco cosa ereditiamo dall’antimafia in Sicilia

Quella che si è venuta a delineare dall’intensa attività delle associazioni antimafia è una vera e propria holding che non solo è legata alacremente alla politica, ma per di più a tratto vantaggio sulle spalle delle vittime e a svantaggio delle associazioni antimafia sane.

Iniziamo da Addiopizzo. L’ex Presidente del Senato Pietro Grasso a capo di LeU, appena lo scorso anno si dichiarava padre putativo dell’associazione. Associazione che ricordiamo essere stata fondata e guidata da Ugo Forello, candidato a sindaco per il M5S, oggi consigliere comunale.

Sul consigliere comunale e sugli affari della sua famiglia tanto è stato detto e tanto è stato scritto. Dalle rivelazioni poi ritrattate dall’allora addetto alla Comunicazione del gruppo M5S alla Camera Andrea Cottone, un alone di diffidenza si è alzato intorno all’associazione antiracket.

Sono certi strani collegamenti a destare molti sospetti sulla condotta del noto brand onnipresente insieme ad altri nella costituzione di parte civile ai processi antimafia. A rappresentare Addiopizzo è Palermo Legal, lo studio legale cui fa capo sempre Ugo Forello.
Nulla di illecito o di illegale, sia chiaro. Ma si converrà che la faccenda diventa piuttosto opinabile.

A transitare nello studio legale di Ugo Forello, seppure per un brevissimo lasso di tempo e senza notevoli contributi, è stato uno dei figli di Silvana Saguto, l’ex Presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo. L’ex giudice, oggi alla sbarra con un’ottantina di capi d’accusa, nel corso di un’intervista rilasciata a Repubblica, affermava che a suggerire i nomi degli amministratori giudiziari ai quali affidare i beni sequestrati a presunti mafiosi (che in alcuni casi poi vedremo non essere tali), erano preti e associazioni antimafia.

Dalla ventresca al Fondo di Solidarietà

Lo zio Ugo Forello, Mario Caniglianoto non solo per i 6 chili di ventresca regalati alla Saguto – è tra gli amministratori giudiziari finiti al centro delle indagini della magistratura.

Casualità? Tutto può essere. Ma non è un caso se Ugo Forello in qualità di rappresentante di Addiopizzo, come riporta nel suo curriculum, siede nel Comitato che gestisce il Fondo di Solidarietà gestito dal Ministero dell’Interno. Un comitato di prestigio che fa gola a molti, più della ventresca ricevuta da Silvana Saguto.

Anche Salvo Campo, presidente dell’Associazione A.S.I.A. potrebbe essere inciampato nelle somme messe a disposizione dello Stato a sostegno delle vittime di estorsione e usura. È stato accusato di avere preteso una percentuale sul denaro che lui con la sua associazione sono riusciti a fare ottenere alle vittime.

Un caso come altri che avrebbe dovuto rompere il silenzio sui nomi dei membri del Comitato del Fondo di Solidarietà che di fatto ha creato vittime di serie A e vittime di serie B.

L’atteggiamento paramafioso dell’antimafia

Mentre il presidente della commissione regionale antimafia Claudio Fava commemorava il padre, Don Luigi Ciottiche con Antonello Montante avrebbe condiviso molto – era al suo fianco a nome di Libera. Si trovava lì perché invitato dalla fondazione organizzatrice del corteo. Ma i militanti di sinistra, se con lui si sono mostrati ipergarantisti, non hanno riservato lo stesso atteggiamento verso Fabio Cantarella, l’assessore leghista del Comune di Catania.

Per loro, lui lì non ci doveva stare. Non era degno. E lo hanno aspramente contestato. Non perché abbia procedimenti in corso o perché avrebbe tratto vantaggi da amicizie scomode legate all’antimafia. Don Ciotti sì, Fabio Cantarella no.

Ma la vera lotta alla mafia non ne fa una questione politica. La lotta alla mafia è una battaglia culturale che prescinde il partito politico d’appartenenza. E l’antimafia vera e disinteressata dovrebbe tutelare questo principio e allontanare chi potrebbe averne tratto vantaggi politici ma anche in termini economici.

La Regione Siciliana non è una mangiatoia

I casi sin qui esposti non sono isolati. Con i dovuti accertamenti degli organi competenti si arriverà un giorno a conoscere la verità. Ma la Regione qualcosa la può fare e la sta facendo: tagliare i fondi – che comunque continuano a essere garantiti dal governo centrale alle associazioni e alle vittime – con l’obiettivo di dissuadere chi ha approfittato di questo denaro, frutto dei sacrifici dei cittadini.

Si fa presto a gridare allo scandalo. E altrettanto presto si prendono le parti delle associazioni che potrebbero avere lucrato a svantaggio delle associazioni sane che operano realmente in nome dei principi dell’antimafia.

Domani, martedì 15 gennaio, alcune associazioni antimafia incontreranno l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao e l’assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa all’ARS. Non ci stanno a questo taglio. Quando proprio questo taglio potrebbe essere un’opportunità per dimostrare che sono associazioni sane e che operano in nome dell’antimafia, quella vera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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