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Finanziaria: La Regione Sicilia è madre solo degli enti preferiti

Il settore finanziario della Regione Sicilia, un lusso per pochi, in relazione ai finanziamenti che la legge di stabilità regionale predetermina agli enti.

Molti enti saranno costretti a manovre di taglio, altri invece, i prescelti, potranno contare in bilancio un quantitativo di soldi superiore all’anno precedente.

I tagli previsti solo per alcuni enti, oggetto di grandi polemiche, sollecitano alcuni interrogativi su quale sia il criterio di valutazione utilizzato, che permette di definire le caratteristiche adatte al fine di divenire i preferiti, da parte di mamma Regione.

Fra gli enti scartati troviamo la società partecipata Sicilia e-servizi, alla quale la perfida regione ha ridotto da sette a 5 milioni il finanziamento in bilancio, provocando la rabbia dell’amministratore unico Antonio Ingroia che commenta: “Vogliono farci fuori”.

Nel testo della manovra è possibile leggere che non solo saranno effettuati tagli ai finanziamenti per diverse attività ma che questi avranno effetto anche sulla legge di stabilità che contiene i contributi ad enti regionali; come ad esempio per gli stanziamenti delle borse di studio degli studenti delle scuole di specializzazione in medicina negli ateneo di Catania, Messina e Palermo che verranno dimezzati, da quasi 10 milioni, stanziati nella passata finanziaria, per l’anno corrente si scende a 4,9 milioni, cifra che nel 2017 subirà altre modifiche, sino ad arrivare a 3 milioni e mezzo.
Vi sarà anche un taglio agli enti per il diritto allo studio che permetterà il risparmio di 700 mila euro, con un contributo totale di circa 12,5 milioni. Però c’è da dire che per tali enti la Matrigna regione prevede il godimento di una parte dei fondi Pac.

Rispetto al 2015, i finanziamenti per gli enti economici Azasi, Ems e Espi, scendono di 3,2milioni, per gli enti che gestiscono le riserve naturali verrà effettuato un taglio di 2,7milioni, il finanziamento per l’Irsap, già con l’acqua alla gola, che non sarà capace di pagare gli stipendi dei lavoratori scende intorno ai 10 milioni e il contributo per l’Esa sarà ridotto di 700 milioni di euro.

Ma, non è finita qui, la Regione prevede altri tagli: lo stanziamento destinato al Teatro Bellini di Catania
scende di 600 mila eurodi 200 mila euro quello per il teatro Vittorio Emanuela di Messina, di 100 mila euro per il Biondo di Palermo e per per lo Stabile di Catania.
Tagli anche per l’Istituto nazionale del dramma antico, come riporta livesicilia, per il quale il finanziamento è stato ridotto di 30 mila euro, per la Fondazione orchestra sinfonica taglio inferiore ai 400 mila euro, con un contributo complessivo che si trova sotto gli otto milioni e taglio di 300 mila euro per la Fondazione Teatro Massimo di Palermo, ma questi enti potranno usufruire dei contributi messi a disposizione già nella scorsa finanziaria, con il Furs, il Fondo unico per lo spettacolo. Tagli anche per “Taormina arte” di 40 mila euro, per le “Orestiadi” di Gibellina di 14 mila euro. Scende di 70 mila euro, da 350 mila a 280 mila, il contributo per il Coppem.

Tutto sommato altri enti sono riusciti a mantenere lo stanziamento dell’anno passato, ma qualcosa di strano avviene in commissione bilancio con ogni deputato di turno, in proposito possiamo notare un emendamento arrivato in commissione a favore di un fondo destinato ai lavoratori dell’ex ente minerario siciliano, che vede un aumento dello stanziamento di oltre 2,5 milioni.
E ancora, aumenta il contributo per cooperative agricole, cantine sociali e consorzi agrari.

Anche in questo caso, grazie agli interventi dei parlamentari, cresce di 100 milioni il finanziamento per la conduzione dei vivai di viti americane  e di piante fruttifere, di 150 mila quello per l’Istituo per l’incremento ippico di Catania e di 50 mila per l’Istituto zootecnico. Insomma, non tutti gli enti hanno da lamentarsi, almeno non quelli preferiti da Mamma Finanziaria della Regione Sicilia.

Fonte ‘livesicilia’

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Redazione

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