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Cronache

Fimaa, Confcommercio: mercato immobiliare in UP a Catania ma sono ancora molte le ombre

A Catania e provincia il mercato immobiliare è in UP. Lo dicono le stime di FIMAA Confcommercio: analizzando il settore da maggio del 2020 fino ai primi giorni di marzo 2021 si registra un’elevata ripresa.

La crescita, però, non è casuale; segue delle “direttrici economiche che riprendono la tradizione del mattone quale rifugio, suffragata dalla certezza dell’assoluta improduttività dei depositi bancari” ci informa Nino Nicolosi, Presidente FIMAA Catania e Consigliere Nazionale Federale.

Cambiamenti sociologici, spia del mercato

Una spia importante nei cambiamenti del mercato sono le variazioni sociologiche, in particolare, della media e alta borghesia. “Le imposizioni fiscali sui tantissimi immobili posseduti, i minor introiti delle professioni e delle attività esercitate, spingono questa componente sociale a cambiare strategie” spiega Nicolosi.

I fuori sede

Altro fattore rilevante sono i “fuori sede”. Dopo un anno di stasi con monitor accesi no stop per seguire le lezioni a distanza, le Università riaprono le aule agli studenti (seppur non più di una certa percentuale e con prenotazioni). Tantissimi i ragazzi di tutte le province siciliane che tornano a popolare strade, quartieri e appartamenti. Tuttavia, sono altrettanti (in netta maggioranza) gli studenti che emigrano dalla Sicilia verso altre città italiane piuttosto che in direzione del capoluogo. “Il fatto di proiettare i propri figlioli fuori dal territorio regionale comporta spessissimo il non ritorno in Sicilia di questi giovani, con la conseguenza di indebolire il nostro territorio di forza lavoro qualificata e sopratutto rendere il patrimonio immobiliare delle proprie famiglie una “zavorra” a causa del mancato futuro utilizzo” spiegano da FIMAA Confcommercio.

“Il mercato immobiliare- ci illumina Nicolosi- privato di conseguenza si arricchisce di una grande offerta di immobili, spesso di pregio, che contribuirà una volta venduti. A consentire un investimento nelle città del nord Italia o addirittura all’estero. Basta pensare che una stanza arredata a Bologna, a Firenze o a Milano non costa meno di 400 euro mensili, mentre a Londra o a Parigi non meno di 600 euro, mentre gli appartamenti anche se pur di piccole dimensioni superano le 1.000 euro mensili. Con queste considerazioni si chiude il cerchio del mercato immobiliare dell’usato a Catania, con una disponibilità di offerta considerevole che incontra il risparmio non produttivo”.

Prezzi in ribasso

Da non sottovalutare il marcato ribasso dei prezzi (-30%) rispetto alle cifre che fino al 2010 hanno mantenuto quotazioni sostenute, definiti dai più “bolla speculativa”.

“L’acquisto principe- spiegano-per mettere a reddito un immobile abitativo a Catania non deve superare i 150.000 euro, stante che il canone medio che si potrà percepire non supererà i settemila euro annui, salvo immobili di pregio o ben arredati. Aver garantito un 4,50% lordo a fronte di una cedolare secca semplice o concordata, significa effettuare un investimento non inferiore al 2,60 % di reddito”.

E le giovani coppie? “Di contro il mercato delle giovani coppie suggerisce l’acquisto, anziché pagare un affitto di cinque/seimila euro annue a fondo perduto, si chiederà un mutuo ultra ventennale dopo aver versato un minimo acconto iniziale, magari con l’aiuto delle famiglie. I mutui ultra ventennali oggi vengono erogati dalle Banche con un tasso fisso compreso tra lo 0,40 e 1,80 a seconda delle somme finanziate in percentuale sul valore dell’immobile da acquistare e la durata dello stesso”.

Casa per single

Un altro importante segmento è dato dall’acquisto di casa ad uso personale. “In questo caso l’investimento non risulta importante dal punto di vista della redditività, ma viene parametrato alle esigenze e, mi permetto- aggiunge Nicolosi- ai sogni degli acquirenti. In linea di massima le richieste più comuni in città si basano su uno spazio coperto non inferiore ai 150 mq, con degli spazi esterni ampi da vivere”.

La location, però, fa la differenza. “Si prediligono i  condominii signorili e ben abitati, mentre in provincia si richiedono immobili storici ed indipendenti al centro dei paesini etnei dell’hinterland catanese, in alternativa ville, sempre nelle stesse zone, con non più di due elevazioni fuori terra e con un giardino e spazi esterni non inferiori a 1.000 mq. In queste tipologie di acquisti il costo non potrà essere inferiore ai 300.000 euro tenendo conto oltre di una ristrutturazione non inferiore a euro 60.000 da sostenere”. “Anche il mercato delle nuove costruzioni è ripartito con dei prezzi più abbordabili. Non a caso sul mercato della provincia
catanese si trovano villette a schiera con 250.000 euro e ville singole con 350.000 euro”.

Sofferenza del mercato catanese gli immobili ufficio

“L’unica sofferenza vera del mercato immobiliare in provincia di Catania resta quello del non
residenziale. Botteghe ed uffici segnano il passo, oltre l’effetto pandemia influiscono alcuni aspetti
negativi. Fra questi: l’accelerazione del metodo del lavoro a distanza, che le aziende ed i professionisti avevano previsto di introdurre man mano negli anni. Ciò ha reso immediatamente inutili a primo impatto il 30% degli
spazi utilizzati dai dipendenti o dagli addetti al lavoro in sede. Si mette in conto anche il rafforzamento dell’uso del digitale sia per le vendite online che per i servizi alla clientela a distanza. Non occorrono, quindi, più grandi zone espositive e grandi spazi per l’accoglienza dei clienti. L’ultimo aspetto, ma non per importanza, è il mondo bancario, che si muove con continue fusioni tra istituti, con la conseguente soppressione di sedi e sportelli bancari, creando un vuoto locativo in tutta la provincia etnea.

Bug dei proprietari

“Le conseguenze per i proprietari di immobili di diverso uso da quello abitativo saranno pesanti,
dovranno affrontare un mercato senza interlocutori o, per lo meno, interlocutori con esigenze
diverse” informano da FIMAA.

“Sono proprio le esigenze diverse che devono essere anticipate, frazionare le grandi superfici in ambienti più piccoli, convertire ove fosse possibile gli uffici in civile abitazione ed augurarsi che qualcosa di innovativo possa arrivare nel prossimo futuro”.

G.G.

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Redazione

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