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Fila all”Emporio Solidale”, punto di riferimento per stranieri e famiglie catanesi

Sono tantissime le famiglie che bussano alle porte dell’Emporio Solidale, inaugurato lo scorso Dicembre, in Via Don Luigi Sturzo 91, per chiedere del cibo o per prendere la spesa gratuitamente. eem1

Dietro il bancone, a districarsi tra disparati nominativi e richieste di cibo, ci sono due volontari dell’associazione Accoglienza e Solidarietà, Diego Sardo e Andrea Di Mauro, che ci spiegano l’obiettivo e il meccanismo che regola questa particolare tipologia di emporio, nato proprio per venire incontro alle esigenze di chi versa in seria difficoltà economica.

«L’emporio solidale, il primo in Sicilia, è il risultato di “Spendiamoci Bene”, un programma che nasce dalla volontà di un gruppo di organizzazioni di volontariato, come Accoglienza e Solidarietà, Banco Alimentare della Sicilia Onlus, Mettiamoci in Gioco e Centro aiuto alla Vita, che insieme si impegnano nel sostegno, nell’accoglienza e nell’ascolto, in favore delle fasce della popolazione più bisognose. Unico obiettivo è quello di unire le rispettive competenze ed esperienze, per fornire un aiuto concreto (materiale, alimentare, psicologico e sociale) in maniera sistematica, regolare ed efficace, a quanti più nuclei familiari e singole persone del territorio si trovino in condizioni di grave disagio economico-sociale».

L’emporio funziona come un vero e proprio supermercato, fatto di casse e scaffali nei quali vengono riposti: alimenti freschi e a lunga conservazione, abbigliamento, e prodotti per l’igiene della persona e della casa. eem

«Tuttavia per accedere a questo servizio – spiega Andrea- bisogna possedere precisi requisiti di accesso come, la residenza nel Comune di Catania anteriore al 1 Gennaio 2015, un ISEE in corso di validità inferiore a Euro 1.000,00 e la presenza di almeno due minori all’interno del nucleo familiare».

Questa analisi dei dati, effettuata da un tutor familiare, serve a rilevare il reale stato di bisogno dei richiedenti.

«E’ capitato – continua Andrea- che una donna, assidua frequentatrice dell’emporio, avesse a casa sua, la TV a plasma e l’ultimo modello di Iphone, per questo oltre alla verifica dei dati, vengono effettuati anche dei controlli in casa».

Chi possiede tutti i requisiti, riceve una card solidale caricata a punti, si parte da 80 a 200 punti, in base al numero dei componimenti della famiglia, valida per un determinato periodo e rinnovabile, dopo un ulteriore verifica dei dati.

«Ad ogni alimento viene conferito un punteggio specifico. Sono così le stesse persone – spiega Diego- a decidere in autonomia quello di cui hanno bisogno». 

«A fornire il 90% degli alimenti dell’emporio è il Banco Alimentare. Il magazzino è aperto sabato mattina dalle 9:00 alle 12:00, e il pomeriggio dalle 15:00 alle 18:00, mentre mercoledì mattina dalle 9:00 alle 12:00 viene distribuito tutto il necessario per la prima infanzia. Durante il giorno invece, è possibile trovare gli alimenti donati da panifici e bar.

Tra i prodotti alimentari più richiesti, pomodori pelati e il riso, molto meno la carne di maiale, visto l’alto numero di musulmani che usufruiscono dell’emporio».

Non solo stranieri, ma anche  numerose famiglie catanesi affollano il magazzino.

Qualcuno più timido, passeggia lungo la via, per poi afferrare il volantino e leggere del progetto, altri assicurano di essere disoccupati, anzi “disoccupatissimi” e insistono per rientrare tra coloro in diritto di avvalersi del servizio.

Con pazienza e dedizione, Diego, Andrea, insieme ad altri volontari, gestiscono il via vai di persone, controllano se rientrano tutti nella lista di coloro che sono in possesso dei requisiti e ascoltano le necessità che vengono loro esposte.

«Doveroso ricordare  – conclude Diego- Filippo Immè dell’associazione Accoglienza e solidarietà, per l’impegno e la generosità messa a disposizione di questo progetto.

Un servizio, quello dell’emporio, che può essere sostenuto anche dai singoli cittadini con la donazione di generi di prima necessità».

 

 

 

 

 

 

 

 

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