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Festa della Musica, Catania resta in silenzio

Il timing nella musica è un elemento fondamentale. Lo è anche nella vita quotidiana e lo è pure per l’organizzazione di eventi come La Festa della Musica.

Non c’è una precisa volontà politica da parte dell’amministrazione comunale.

Saltare questa edizione della manifestazione internazionale è la stretta conseguenza di una criticità oggettiva, determinata dalle recenti elezioni amministrative che non hanno consentito l’organizzazione di una programmazione adeguata in città. Salvo Pogliese si è insediato appena due giorni fa a Palazzo degli Elefanti ed è a lavoro per assegnare le varie deleghe assessoriali. L’assessore uscente alla Bellezza Condivisa, Orazio Licandro, aveva aderito all’iniziativa e Catania risulta infatti nel sito del Mibact. Non potendo tuttavia prevedere l’esito della competizione elettorale, è saltata la programmazione.

L’occasione sfumata per i musicisti etnei si raddoppia.

La Festa della Musica offre la possibilità a tutti i musicisti di potersi esibire liberamente e gratuitamente nelle strade e nelle piazze delle città, rivitalizzando le principali aree urbane, dai centri storici alle periferie.

Il festival musicale nasce dall’idea di festeggiare il solstizio d’estate e favorire la pratica dell’arte musicale ad ogni livello, in qualsiasi forma, espressione, stile, genere e tradizione. Promossa per la prima volta nel 1982 dal Ministero della cultura francese, la “Festa della Musica”, sin dall’anno successivo, ma in particolare dal 1985 in occasione dell’Anno europeo della Musica, ha preso piede nel contesto europeo coinvolgendo numerose città in tutto il mondo. In Italia, dal 2002, hanno aderito oltre 120 città e molte altre ancora si stanno aggregando, grazie al supporto dell’AIPFM (Associazione italiana per la promozione della festa della musica) e, dal 2016, anche dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dalla SIAE.

Per incentivare l’adesione e la partecipazione dei musicisti locali, in accordo con il Mibact, la SIAE offre un tariffario d’eccezione per i comuni e per gli organizzatori privati che sostengono l’iniziativa.

Pur giustificando l’amministrazione uscente per l’impossibilità oggettiva di impegnarsi alla realizzazione di un cartellone a copertura per la Festa della Musica, se si tiene conto della delibera che norma i caffè concerto, neppure gli esercenti dei locali hanno la possibilità materiale di potere garantire delle performance adeguate considerate le restizioni. Tranne che il neosindaco, Salvo Pogliese, sia nelle possibilità di potere mandare in deroga temporanea la delibera in questione. Anche se a poche ore dall’evento, ci sembra pressoché impossibile.

Ecco in cosa consiste dunque l’occasione sfumata per i musicisti etnei per la Festa della Musica: la mancata organizzazione dell’evento in città e l’impossibilità di potersi adeguatamente esibire nei locali che potrebbero aderire all’iniziativa.

Anche altre città sul territorio nazionale e regionale reduci dalle elezioni amministrative si trovano nelle stesse condizioni. Tra queste, alcuni enti hanno comunque organizzato degli eventi celebrativi nei propri spazi. A Catania, per esempio, l‘Aeroporto Internazionale Fontanarossa ha aderito alla Festa della Musica programmando concerti estemporanei e performance musicali dentro e fuori dai terminal per condividere con passeggeri, visitatori e operatori di scalo il messaggio universale di cultura, integrazione e armonia contenuto nella musica.

Critiche dagli addetti ai lavori.

A Catania non sempre le voci critiche vogliono essere distruttive. Anzi! Sulla Festa della Musica in molti sono rimasti con l’amaro in bocca perché proprio nella città di Catania, vivaio di talenti che possono vantare una importante produzione della cosiddetta “musica dal basso” di vario genere, è paradossale che l’evento internazionale non verrà opportunamente festeggiato. E il paradosso consiste proprio perché non c’è un addetto ai lavori che non sarebbe disposto a mettersi a lavoro per contribuire all’organizzazione della Festa della Musica (e non solo quella). Nulla esclude che, una volta consegnate le deleghe, il sindaco Salvo Pogliese e l’assessore preposto possano ricevere l’istanza di istituzione di un tavolo tecnico da considerarsi come comitato organizzativo di eventi in città.
Detto a chiare lettere: sino ad ora, alla musica che davvero conta e ai musicisti che hanno tanto da dire e da raccontare è stato dedicato poco spazio. È stato lasciato tutto così, senza nessuna voce in capitolo a dettare una linea. I talenti catanesi vanno valorizzati perché sono espressione del nostro tempo. Al di là dell’arte, la musica è da considerarsi tra i valori primari di una società alla quale la città di Catania deve iniziare a riservare il giusto spazio.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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