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Festa della Befana, tra leggenda e dolci tradizionali

La leggenda della Befana e i biscotti tradizionali dei giorni nostri

La leggenda narra che nella gelida notte tra il 5 e il 6 gennaio, i tre Re Magi, erano in cammino verso Betlemme.

Non riuscendo a trovare la strada che li avrebbe condotti alla grotta dove si trovava Gesù Bambino, chiesero informazioni ad una vecchietta.
Ella, dopo avergli indicato la strada, declinò l’invito dei Magi a unirsi a loro. La vecchietta, pentita di non averli seguiti, decise di andare a cercarli.

Era vestita con un gonnellone e mantelline di stoffe per ripararsi dal freddo pungente, e portava sulle spalle, un grosso sacco. Iniziò a vagare per tutta notte, di casa in casa, donando dolci e doni ad ogni bambino, nella speranza che Gesù Bambino fosse tra loro.

L’inverno si fa dolce con la Befana

Tra leggende e tradizioni, eccoci giunti a uno degli appuntamenti più dolci dell’anno.

Quella dell’Epifania è una festa piena di dolci, per la gioia non solo dei più piccoli, che chiude il periodo delle grandi abbuffate natalizie.

L’inverno, giunto in punta di piedi il 21 dicembre, intorno al 6 gennaio raggiunge l’apice della sua magnificenza con la sua coltre di neve e rigide temperature. Ci lasciamo così alle spalle i sapori vellutati dell’autunno per fare spazio a sapori e colori più intimi e tra più importanti dell’anno: i sapori delle festività natalizie.

Chi non ricorda un Natale senza il profumo della scorza di arance bruciate sul camino o un Capodanno senza i melograni?

In questa stagione, anche se la natura sembra momentaneamente in letargo, raccolta su stessa, spogliando alberi e frutteti, trasforma orti e campi in tanti scrigni di autentiche prelibatezze. La varietà di frutti e di ortaggi sono tra i più nutrienti e gustosi di tutto l’anno.

La natura, quasi a ricordarci che durante le fredde giornate invernali avremo bisogno di più energie, porta in tavola veri campioni energetici: fave, cavolfiori, finocchi, radicchio, broccoli, carciofi. E inevitabilmente anche i dolci di stagione seguono l’esempio. Proprio come i dolci tipici che troviamo per la festa della Befana.

I dolci tipici che riscaldano il cuore

Manicaretti di frutta secca o di stagione sono nascosti all’interno di succulente paste frolle dalle forme più disparate.

Autentici scrigni dal cuore farcito di mandorle, fichi secchi, scorza d’arancia come i buccellati palermitani.

Simili per formato e preparazione in pasta frolla ma diversi in farcitura, sono le collorelle di Caltagirone. Farcite di morbidissima pasta di mandorla o con un particolare ripieno di vino cotto e miele, fanno di questi dolci una bontà assoluta.

Biscotti tipici della festività di Ognissanti, apprezzati anche durante il Natale ma soprattutto per l’Epifania sono i Totò. Ripieni di frutta secca e mandorle.

I cantucci, gustosissimi biscotti di farina, uova e mandorle che raggiungono l’esaltazione massima della loro prelibatezza una volta intrisi nel vino liquoroso come il Marsala, o un prezioso Passito di Pantelleria.

E poi tanti biscotti di pasta frolla decorati con granelli di zucchero, frutta candita, glassati.

La befana vien di notte…

Con il naso all’insù, sbirciando nel cielo, alla ricerca di segni dell’arrivo della Befana – di certo proletaria e portatrice di giustizia poiché premia solo chi se lo merita – ci affrettiamo ad appendere con cura, una calza dalle dimensioni generose, con la speranza nel cuore, di trovarla colma di dolci e poco carbone.

Ed è proprio lì, al suo interno, che troviamo il vero protagonista dai tempi dei tempi fino ai giorni nostri. Il tradizionalissimo croccante torrone siciliano. Gustose mandorle caramellate che insieme a dolcini e leccornie varie di ultima generazione e qualche giocattolino, fanno di questa calza lunga e colorata, il più prezioso dei doni che si possa ricevere per la festa della Befana.

Se non avete fatto proprio i bravi, state tranquilli! La Befana sarà clemente e vi rimpinza di certo la calza di carbone sì, ma quello buono e zuccherato.

E voi, oltre alla calza vuota, non dimenticate di far trovare alla cara vecchia fata benevola, un piatto con dei biscotti e un bicchiere di vino.

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