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Festa del Pd. La Sicilia è un’isola di merda se non si ribella

Dal 28 agosto all’11 settembre Catania sarà il teatrino del Pd. Quale migliore palco scegliere se non la splendida Catania.

Bellezze naturalistiche uniche in Italia, temperature tropicali. Il tutto a buon prezzo.

Sarà una passerella di vertici nazionali e come ogni sfilata che si rispetti chiuderà il pezzo forte: il presidente del consiglio Matteo Renzi. Sarà tutto ripagato con una mangiata di pasta ovvero qualche albergo pieno ed un paio di ristoratori felici.

Qualcuno direbbe che “hanno la faccia come il culo”, l’espressione è poco garbata ma rende il senso in riferimento a questo evento che si svolgerà in una Catania e in una Sicilia che sono bistrattate e maltrattate dalla politica nazionale.

O forse no, la festa del Pd è proprio coerente con l’attegiamento assunto dai governatori di Roma che questa terra sanno solo depauperarla.

Pensiamo alla location, hanno deciso di prendersi la villa Bellini e per circa una quindicina di giorni la città rinuncerà al suo pubblico giardino. La villa Bellini con le sue antiche bellezze architettoniche – ciò che ne resta – sarà occupata.

Ma i catanesi in tutto ciò avranno di che trarre conforto con Patty Pravo che si esibirà per gli straccioni etnei, a proposito cittadini portatevi il nastro adesivo nel caso in cui la vetusta Patty dovesse crollare in concerto.

I migliori politici italiani, soprattutto Matteo Renzi, giungeranno in quest’isola isolata sorvolando i cieli blu della Sicilia forse con un mezzo privato; non percorerranno certo le autostrade a pagamento che da Salerno portano a Catania, non saliranno sui treni schifosi che viaggiono sulle linee ferrate dissestate del sud per raggiungere il più profondo dei sud. Loro vanno di fretta con l’esigenza assoluta di viaggiare velocemente e senza intoppi a spese di un contribuente scorticato.

Il partito democratico che da che governa ha aumentato gli esborsi per i siciliani a più non posso farà la festa dell’Unità in quella Sicilia simbolo della disuguaglianza territoriale italiana.

Come sarà accolto l’evento? Sono in programma delle proteste? Non ha assolutamente importanza se le opposizioni locali saranno organizzate o se veranno a supporto – come dicono – i collettivi nazionali.
In verità dovrebbe essere il privato cittadino quello che si ribella all’ulteriore sfruttamento di questa terra ma i cittadini catanesi, mentre la cassa integrazione è già finita da tempo, voranno essere impegnati altrove magari a firmare l’ennesimo finanziamento per coprire i debiti nascenti dai debiti che sono serviti a pagare le cene al ristorante, l’iPhone el il televisore Lcd 55 pollici da posizionare al centro di un salotto sgangherato in un quartiere dove non c’è neanche la pubblica illuminazione.

Questo è il sistema Catania e dei catanesi a cui bastano 30 minuti di fuochi d’artificio mal organizzati e super costosi per sentirsi fieri della loro sicilianità e poi, per eventi del genere, c’è sempre Patty Pravo che è la ciliegina sulla torta.

Peccato, non ci saranno gli oltre 7.000 insegnanti, quei poveri stronzi (questo lo pensano i politici che festeggiano a Catania) passati di ruolo, spediti altrove al nord per spendersi tutto lo stipendio tra affitti, trasporti e viaggi del ritorno verso una famiglia abbandonata in Sicilia. Aveva ragione Roberto Vecchioni quando ha detto a dicembre

Non è mai possibile che la natura più bella del mondo sia lasciata al caso e la cultura, l’ intelligenza più alta del mondo si sciolga nella pigrizia, nel mancato rispetto degli altri, nel disordine, nello sconforto: una cultura così immensa come quella siciliana merita una civiltà che sia alla sua pari. Ed ecco il punto: la Sicilia è un’isola di merda se non si ribella. Non la Sicilia è un’isola di merda. Lo è se non si ribella. Da questa professione d’amore i media hanno estrapolato solo il punto di odio più squallido.

 

 

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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