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Nera

Farmaci ed estorsioni, arrestate otto persone vicine al clan Romeo-Santapaola

Controllavano la distribuzione di farmaci tra la Sicilia e la Calabria, cercando di agevolare le attività del clan mafioso “Romeo-Santapaola”.

Alle prime luci del giorno,  è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare, su richiesta della locale Dda, guidata dal Procuratore, Maurizio de Lucia, nei confronti di 8 persone gravemente indiziate di associazione di tipo mafioso, traffico di influenze illecite, estorsione e turbata libertà degli incanti, aggravati dal cosiddetto metodo mafioso,

Le indagini

Avviate circa un anno fa, le indagini rappresentano un prolungamento dell’operazione Beta, eseguita nel luglio 2017, che aveva ricostruito l’attività di una cellula di cosa nostra catanese nei territori del capoluogo messinese.

Le attività investigative, costituite da servizi tecnici ed attività di riscontro delle dichiarazioni fornite dal collaboratore Biagio Grasso, hanno reso possibile portare alla luce diversi illeciti.

Primo fra tutti il controllo della distribuzione dei farmaci in Sicilia e Calabria e l’imposizione, sfruttando la capacità di intimidazione del sodalizio, dell’acquisto di farmaci da parte delle farmacie dislocate sul territorio di Messina; la commissione di azioni punitive mediante l’uso delle armi e/o della violenza, nei confronti di esponenti di clan cittadini rivali, e di danneggiamenti; la gestione, nell’interesse del sodalizio, del settore dei giochi e delle scommesse illegali; il traffico di influenze illecite, aggravato dal metodo mafioso, poiché i membri dell’associazione promettevano la somma di 20.000 euro a titolo di acconto da corrispondere ad un funzionario della società Invitalia (ex sviluppo italia) per ottenere l’inserimento di un progetto contro la ludopatia in una graduatoria che avrebbe dovuto consentire di ricevere un finanziamento di circa 800 mila euro, di cui il 40% – 50% a fondo perduto

Inoltre è stata constatata anche l‘estorsione ai danni dello stesso Biagio Grasso, costretto a cedere la propria quota societaria, del valore di 220.000 euro, della P&F s.r.l. con sede a Messina. Tra i reati presente anche la turbativa d’asta commessa da un dipendente dell’ufficio urbanistica del comune di Messina, a favore del gruppo criminale, alterando la gara, la quale indetta dallo stesso comune nel 2014 per l’acquisto sul libero mercato di alloggi da assegnare in locazione agli abitanti delle novantacinque baracche di Fondo Fucile, una zona di Messina.

Così è  stata data esecuzione di sequestro preventivo della BET s.r.l., società con sede a Catania, operante nel settore dei giochi e delle scommesse.

EG.

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Redazione

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