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Fagioli dei Nebrodi, presidio Slow Food

I Fagioli dei Nebrodi, nove tipologie per un presidio Slow Food.

Sono ben nove le varietà di fagiolo rampicante che nell’area dei Nebrodi, in provincia di Messina, hanno la caratteristica comune di crescere avvinghiati a tutori fatti con le canne, con i polloni di nocciolo o con reti.

Le nove varietà di fagioli di carrazzo (che in dialetto significa appunto rampicante) hanno comunque ognuno la propria identità, infatti forma e colore sono diversi.

Il fagiolo lumachedda è di colore marroncino con venature marrone scuro; il setticanni è nero; l’ucchittu santanciulisi e l’ucchittu di Santa Lucia sono bianchi; il buttuna di gaddu è rosato e nero; il pinuttaru rosa con venatura viola, mentre i tre crucchittu vanno dal rosso vinoso al viola scuro.

Cosa li rende simili? La quasi totale assenza di buccia, cosa che li rende altamente digeribili.

Il progetto di recupero nasce dalla collaborazione tra il Parco dei Nebrodi e il Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università di Palermo. E’ stata creata così la Banca vivente del germoplasma vegetale a Ucria, un luogo destinato alla conservazione della biodiversità e della salvaguardia del patrimonio naturalistico e ambientale di varie specie vegetali. Accanto ad esse il “Giardino dei Semplici”, un orto per la riproduzione dei semi. La Banca ha studiato la coltivazione di circa 60 varietà di fagioli dei Nebrodi. Il presidio Slow Food ne ha riconosciuti 9, i più antichi e quelli con le caratteristiche organolettiche migliori.

 

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