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Fabio Genovesi “La candidatura al Premio Strega? La vivo come una gita”

Fabio Genovesi lo avevamo incontrato a Catania per la presentazione del suo Chi manda le onde, fresco vincitore del Premio Strega Giovani 2015. Con 69 voti il suo romanzo si è aggiudicato il primo posto, lasciando dietro di sé ZeroCalcare e Elena Ferrante.

Di seguito l’intervista e impressioni sulla candidatura di qualche mese fa.

Una delle tue abitudini è di scrivere a mano e procedere a un copia e incolla letterale. Riguarda una predilezione per il cartaceo o è una semplice avversione per i programmi di video scrittura?

«In realtà è una cosa poco ideologica e molto pratica. La prima stesura è a penna per un motivo principale: scrivere a mano è più lento, la penna, a differenza del pc, ti obbliga ad avere più lentezza, cerchi di stare più attento a quello che scrivi perché tagliare sarà più difficile. Scrivendo su dei fogli di carta mi rendo conto di quanto ho scritto. Io non ho molto in contrario alla tecnologia in genere, ce l’ho per quanto riguarda me stesso. Per questo non la cito nemmeno nei miei romanzi, durerebbero 5 minuti e invece il mio sogno è che siano letti ancora tra 15 anni». download

Sia per questo tuo modo di scrivere che nel libro Chi manda le onde c’è dunque una scelta di vivere con lentezza e che i quattro anni di gestazione facciano parte di questa filosofia?

«Sì, assolutamente. Le storie non le scrivo mai con uno schema, ma per qualcosa che succede giorno dopo giorno, come il mare quando porta qualcosa a riva dopo le mareggiate. Tante cose mi vengono in mente dopo, mi piace anche andare per divagazione: sapere che dovrebbe succedere qualcosa, invece di colpo parte una storia che non c’entra nulla ma che in qualche modo arricchisce. Per me i romanzi sono come degli alberi: non tutti i rami danno frutti, qualcuno è bello solo per la forma che ha. È questa la bellezza di un libro, è un mondo più largo che si prende tempo. Cerco di scrivere storie che abbiano un tempo da libro facendolo giorno per giorno».

Il mare protagonista non solo in copertina, ma anche nel romanzo. Che rapporto hai con il mare? Riusciresti a viverne senza?

«Direi di no. Per metà anno vivo a Milano (nella stagione invernale), ma quando posso torno sempre al mare. Quando viaggio vado sempre in posti di mare, o laghi, fiumi…comunque in posti dove c’è l’acqua. Mi piace ci sono nato e mi sento a casa molto più qui in Sicilia che in zone più vicino a casa mia ma nell’interno. La costa mi dà la sensazione di essere arrivato da qualche parte, l’interno mi dà quel senso di posto di passaggio per arrivare da un’altra parte». genovesi

Hai già in mente qualche progetto futuro? Se sì, ci sarà ancora il mare protagonista?

«Sarà una cosa diversa. Questo per me è il momento di massima creatività, in cui mi ritrovo davanti a tante strade e posso scegliere cosa fare. Ho delle idee, voglio scrivere qualcosa di più breve per me. Però ho varie possibilità, per adesso provo a buttarle giù tutte e a vedere quella che mi dà più piacere scrivere, perché hai piacere leggere quando chi l’ha scritto provava piacere. Per cuoi faccio il test del piacere: con quello che mi darà più gioia, andrò avanti».

Chi manda le onde è stato candidato al Premio Strega 2015 da Silvia Ballestra e Diego De Silva. Ti aspettavi questa candidatura?

«Non me l’aspettavo, ma ovviamente mi fa molto piacere. È un riconoscimento di attenzione importante. La vivo come una gita, più che il posto in cui arrivi è bello il viaggio. E allora più che pensare a quello che può essere, mi piace molto di più pensare a quello che succede nel frattempo, ai posti in cui andrò, alle persone che incontrerò. Più che pensare alla meta, penso sempre a quello che succede nel percorso e anche questa è un’occasione per vedere cosa succederà».

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Redazione

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