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Fabio Canino, non solo omosessualità calciofila

Il romanzo. L'amore tra due calciatori, diventa ossessione e quasi paranoia... ma giustificata.

Fabio Canino, eclettico e sempre brillante, col suo nuovo romanzo, Le parole che mancano al cuore, uscito da nemmeno un mese per i tipi di Sem – Società Editrice Milanese, affronta il tema dell’ omosessualità in un ambiente troppo bigotto.

Una vip dal vissuto d’oro

In una città del nord Italia, una squadra di calcio con un vissuto importante, dopo annate buie, darà filo da torcere a fortissime compagini.

Questo si verificherà grazie a buoni giocatori della rosa, ma in primis per l’acquisto dell’anno: il fuoriclasse Thiago Dos Santos.

La fatica di essere calciatore, in omosessualità

La vicenda tratta anzitutto il tema dell’omosessualità, per nulla superato, anche se incontriamo un bell’episodio scorrendo la lettura, quando i compagni di squadra scoprono sullo stesso letto due loro altrettanti compagni senza far bullismo. Ciò fa sperare bene che crolli l’anti-mito del calcio fatto solo per uomini/“maschi”.

Chi sono i due a letto?

Uno per l’appunto il fuoriclasse brasiliano, l’altro, Matteo, compagno di squadra toscano, che grazie ad intese alchemiche dopo diversi incontri e una perfetta intesa sotto porta, spingeranno la squadra sino al secondo posto.

E finalmente una sera si dichiareranno, semplicemente con un bacio e praticando l’arte più bella dell’ontologia: il fare all’amore. Da innamorati.

Nessun vizio, solo amore

È proprio questo innamoramento che fa preoccupare il giovane Matteo, piuttosto che il famosissimo campione. Tanto che i due dall’ottima intesa in campo che porteranno la squadra sino a sfiorare il primo posto, si raffredderanno, con ripercussioni in classifica. In verità sia l’uno che l’altro non vogliono essere scoperti, ma sarà Thiago a far capire che tutto l’oro del mondo non può dare la felicità e pertanto conviene viversela una relazione da innamorati quali sono.

Per sapere come si evolve questa meravigliosa storia, che fa fare i conti al lettore con le scelte che forse troppe volte un uomo prende affrettatamente, è giusto che vi rimandi al libro, invitandovi a non saltare nemmeno una pagina, che nonostante si presenti una lettura molto scorrevole, rilanci spunti molto riflessivi.

L’amore secondo Fabio Canino

Sembrerebbe che l’amore che Fabio Canino mette nero su bianco, in questo libro che desideriamo diventi un best seller, non si fermi alle passioni e agli sguardi tra due esseri umani, ma dolorosamente, si manifesta, anche sotto mentite spoglie, nei legami familiari. Il padre di Matteo è un uomo che ha sempre azzardato e fallito  e per grazia ricevuta il figlio che è un giocatore di serie A, può permettersi di risolvergli tutti i problemi, ma il ragazzo ne risente molto: è lui diventato lo zimbello della sorella che se ad esempio la propria lavatrice ha un guasto, ne vuole subito una nuova ricorrendo al fratello ricco e famoso. D’altro canto, Thiago, cresciuto in povertà, invece guadagna per 10 volte di Matteo, ma la madre non si osa mai a fare e pretendere sfarzi economici.

(In foto Fabio Canino)

La lezione sui backgrond sociali di Fabio Canino

Fabio Canino, ha trasversalmente, ma in diversi capitoli in maniera netta e chiara, creato un saggio di sociologia dentro un romanzo. I rapporti familiari, come cambiano all’arrivo del denaro. E non sempre in negativo, creando pressioni all’unica fonte di introito, come nel caso del fragile, nuovamente, Matteo che ha una famiglia che chiede sempre soldi; bensì in positivo, vedere come Thiago è pronto a sperperare denaro, ma senza eccessi e la madre è una donna che così come è nata, povera ma allegra e forte nel crescere i figli e anche un amico del figlio più famoso, non pretende nulla se non rimanere legata ad alcuni valori come la cucina tradizionale brasiliana da proporre al figlio quando va a trovarlo.

Finale sorprendente

Il finale, come tutto il messaggio del libro, è davvero sorprendente, e sinceramente data la semplicità e scorrevolezza del testo non lo credevo possibile. Che sorpresa vi aspettereste?

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".

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