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Ex province, la proposta di Forza Italia “dopo il flop Crocetta”

“L’abolizione delle province è stata la più grande ipocrisia e il peggior insuccesso del governo Crocetta”. A tornare su uno dei temi più spinosi della politica regionale è Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars, stamattina in conferenza stampa presso la sede catanese di via Etnea.

“Un flop dell’attuale governo” a cui il gruppo azzurro ha replicato con gli emendamenti presentati oggi a Palermo. Se ne parlava già da mesi e la proposta di Forza Italia è ora nero su bianco: abolire la riforma che ha spedito in cantina le vecchie province.

Come? Tornando alla legge n.9 del 1986 con l’elezione diretta dei presidenti e degli organi provinciali, mantenendo la titolarità di città metropolitana a Palermo, Catania e Messina e riducendo i consiglieri del 50 per cento rispetto alla vecchia norma. Così, per esempio, Catania avrebbe 23 consiglieri provinciali e 6 assessori.

E’ necessario restituire il diritto di voto ai cittadini – ha continuato Salvo Pogliese, eurodeputato e coordinatore provinciale di FI – perché l’assenza di rappresentanti politici che conoscessero il territorio provinciale ha creato gravi disservizi nella viabilità secondaria, nell’edilizia scolastica di secondo grado e nell’assistenza ai disabili. La riforma annunciata in televisione da Crocetta è stata puntualmente rinviata o impugnata. Una completa sconfitta”.

Secondo gli esponenti di Forza Italia, la bocciatura da parte dei cittadini sarebbe stata evidenziata anche dal referendum costituzionale del 4 dicembre. Dunque, si potrebbe prospettare la possibilità di andare alle urne per votare i consigli provinciali già nei primi mesi del 2018.

Prima funzionava tutto e ora più nulla – ha aggiunto il senatore Vincenzo Gibiino – basti pensare che sul territorio nazionale le ex province contano 680 milioni di disavanzo. In una ventina di casi, oltre ai servizi inefficienti, questi enti non riescono a pagare nemmeno gli stipendi ai lavoratori”.

“Oggi i liberi consorzi sono soltanto uno stipendificio – ha concluso il deputato regionale Alfio Papale – chi controlla l’operato dei commissari? E’ inutile ridurre i costi della politica se così facendo si diminuisce anche la democrazia. Bisogna porre fine al sacco della Sicilia”.

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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