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Etna Comics in trasferta a Lucca: festival a confronto

Lucca Comics & Games oggi è al suo secondo giorno e tra le strade della città toscana in questo momento c’è anche la rappresentanza catanese di Etna Comics.
L’incontro tra i due festival è doveroso e cortese. Due manifestazioni ispirate entrambe dall’amore per la ‘nona arte’ e che si completano all’interno del panorama nazionale fumettistico che vanta una vera e propria tradizione.

Era il 1938 quando negli Stati Uniti, dalla matita di Joseph Shuster e Jerry Siegel, nacque il primo super eroe dei fumetti: Superman. L’anno dopo, nel 1939, sarà la volta invece di Batman.
Non passerà molto tempo prima che l’Italia accolga in patria a braccia aperte i fumetti.
Benito Mussolini contribuisce alla causa: al Duce l’idea del ‘superoismo’ rappresentato dai super eroi va proprio a genio. Per Mussolini bisogna solo italianizzare i nomi, così in Italia Superman è Ciclone, l’uomo fenomeno, l’Uomo d’acciaio.

Nel 1966 a Lucca viene ospitato per la prima volta il salone internazionale dei Comics. Ci saranno altre 51 edizioni che faranno del Lucca Comics l’evento dedicato al settore più importante al mondo, subito dopo il Comiket di Tokio, e pari grado al festival francese di Angoulême nei Pirenei.

Gli eventi dedicati al fumetto si paragonano tra di loro ma con il tempo assumono delle caratteristiche peculiari.
Il Comiket di Tokio è per i patiti di manga e se per alcuni è il festival del settore più importante al mondo per altri, i puristi del fumetto, si deve guardare agli Stati Uniti, ovvero al New York Comic Con e al californiano San Diego Comic-Con International: l’evento della raffinata Grande Mela guarda soprattutto ai contenuti di qualità, mentre la manifestazione della west coast è un tripudio di numeri: milioni e milioni di appassionati che si riversano a San Diego per celebrare il fumetto e i super eroi.

Le stesse etichette delle kermesse americane vanno impresse ad Etna Comics e a Lucca Comics. Dimensioni più contenute per il festival internazionale del fumetto e della cultura pop di Catania che guarda soprattutto ai contenuti contro il “macigno” più che cinquantenne di Lucca, un festival che invade la città toscana registrando numeri esorbitanti.

Il giro d’affari della manifestazione catanese è valutato intorno ai 2 milioni di euro l’anno. Il valore del business attivato a Lucca si stima per il solo pubblico pagante in 55 milioni di euro.
Numeri appunto differenti e su cui bisogna operare delle riflessioni. Etna Comics è un evento sostenuto e organizzato solo da privati mentre Lucca Comics è organizzato dal Comune di Lucca e dalla sua partecipata Lucca Crea.

Il festival di Catania è giovane, confrontato a Lucca, neanche 10 anni. E se l’età dell’evento, da una parte, contribuisce ancora a numeri più contenuti rispetto a quelli toscani, dall’altra, diviene punto di forza perché menti fresche lavorano su contenuti di qualità allo scopo anche di raggiungere ogni anno nuovi record.
Interviene così Antonio Mannino, direttore di Etna Comics, e a capo della spedizione presente in queste ore nella città cinquecentesca:

Antonio Mannino e sullo sfondo il manifesto raffigurante il mito del paladino Uzeta (foto La Sicilia)

«Lucca rappresenta un rendezvous importantissimo. È imperdibile per tutti gli attori e gli esperti nel settore del fumetto, dell’intrattenimento, del videogames. Etna Comics va a Lucca per prendere contatti e fare public relation».

Non è la prima volta che vi recate in Toscana

«Sì, è vero. I rapporti sono costanti da anni. Qualche membro del Lucca Comics, in passato, ha contribuito ad Etna Comics. Organizziamo delle collaborazioni: sia per il comics che per l’aria games. Anche per l’area palco e quindi gli artisti che si esibiscono. Ricordo che il concerto di Vince Tempera e Luigi Albertelli fu riproposto da Lucca l’anno successivo a quando lo facemmo noi. Insomma, si susseguono numerosi scambi. Alcune cose che fanno ormai parte della storia di Etna Comics nascono a Lucca, come l’asta di beneficenza che noi abbiamo fatta nostra con grande successo. Anche Lucca prende idee da Catania, così è per la “YouTube Valley”  lo spazio dedicato alle web star. C’è uno scambio aperto e leale».

Etna Comics ha delle peculiarità

«Il periodo, la cura degli ospiti, l’aspetto contenutistico della manifestazione sono sicuramente talmente particolari che non abbiamo nulla da invidiare non solo alle altre manifestazioni, ma anche a Lucca Comics. Certo, Lucca si dona interamente all’evento chiudendo fisicamente tutti gli accessi alla città e facendola diventare un grande villaggio che accoglie milioni di visitatori. Tutto questo l’ha resa la terza manifestazione a pagamento più grande al mondo:  è il mio obiettivo in un prossimo futuro per l’Etna Comics».

Antonio Mannino dunque vorrebbe che Catania si aprisse, cogliesse più l’opportunità che rappresenta l’Etna Comics per il territorio

«Direi di sì perché il giro d’affari che c’è dietro il Lucca Comics è enorme anche in termini di indotto».

E se da una parte Wired incensa Lucca, dall’altra, le critica il mancato rinnovamento della manifestazione.

«Ci sarebbero molti spunti da andare a migliore ma è talmente enorme, autonoma anche nelle scelte da parte degli espositori che manca ormai una guida che coordini questo gigante. Diciamo che ormai l’organizazzione si limita quasi solo alla logistica.

Tutt’altra storia per Etna Comics che invece cerca ad ogni edizione di lanciare delle novità

«Quest’anno ci evolveremo ancora grazie a delle scelte strategiche e logistiche più invasive (su questo tema, per ora, si vuole mantenere il riserbo, n.d.r. ). Comunque “Le Ciminiere” ormai ci vanno strette e quando dovranno essere ristrutturate, forza maggiore, dovremmo anche noi aprirci alla città perché non c’è un ‘contenitore’ tale da poter ospitare da solo Etna Comics.

Insomma la differenza fondamentale tra i due festival?

«I contenuti. A Lucca la direzione non è così attenta. A Catania prima vengono i temi e le idee e dopo il commerciale».

F.F. e E.G.

 

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Redazione

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