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Etna comics: seconda giornata con la creatrice di “Georgie” e “Candy Candy”

Chi si aspettava un venerdì più tranquillo all’Etna Comics sarà rimasto deluso. La Fiera Internazionale del fumetto riparte nel suo secondo giorno di programmazione più calda (per la temperatura) e più colorata (grazie ai Cosplayer) che mai.

In una sala stampa gremita troviamo la regina incontrastata dei Manga, una vera icona per generazioni di bambini che con i suoi cartoni animati ci sono cresciuti, parliamo di Yumiko Igarashi disegnatrice di Candy Candy e Georgie, che con il suo sorriso smagliante e il suo abbigliamento da regina dei Cosplayer ci racconta i suoi primi passi artistici: “Prima di iniziare con i miei personaggi, scrivevo storie rivolte agli studenti della scuola media, ambientate in un ambiente scolastico”.

Quando le viene chiesto a quale dei suoi personaggi è più legata non mostra dubbi: “Nonostante ami tutti i miei personaggi, Georgie mi ha sempre emozionato di più, mi immedesimavo nelle sue storie romantiche”, e poi lanciandosi su un distinguo netto tra Manga e Cartone Animato – “sono due prodotti artistici diversi. Le trasposizioni animate delle mie opere non sono come i Manga, ma non è detto che questo sia un male. Su un Manga ci lavoro io e un team ristretto di persone, su un film di animazione invece sono almeno cento e più, è impossibile ottenere lo stesso risultato”.

L’intervista si chiude nel modo più inaspettato, ieri sera tra le centinaia di spettatori per il concerto di Cristina D’Avena c’era anche lei: “Sono rimasta colpita e impressionata dalla passione che avete per le sigle dei cartoni animati. Cristina è davvero una grande interprete del genere”.

Finita a malincuore l’intervista con la simpaticissima Yumiko Igarashi, lasciamo il mondo dei Manga e ci immergiamo in quello della Scienza di Comics & Scienze; Protagonista Silver, ovvero il papà del famoso e inossidabile Lupo Alberto protagonista di un progetto del CNR Nazionale. Comics&Science è una collana di CNR Edizioni che prende il nome dall’omonima sezione della programmazione culturale di Lucca Comics & Games, di cui è appuntamento fisso fin dal 2012. Il suo obiettivo è promuovere il rapporto tra scienza e intrattenimento, nella convinzione che entrambi costituiscano momenti formativi importanti per la crescita dell’individuo e del cittadino. I “comics” del titolo rimandano a un linguaggio privilegiato, quello del fumetto, omaggiato anche dalle scelte di formato e confezione, tipiche del classico e popolare “giornalino”.

Alla fine della conferenza il nostro obiettivo è intervistare Andrea Plazzi, Traduttore, saggista, editor. Plazzi è come una memoria storica vivente del fumetto non solo Italiano, è infatti considerato da tutti un esperto dei romanzi di Will Eisner. A Plazi chiediamo se tre fumetti: Comics&Science storia di Silver e curato da lui e Roberto Natalini del CNR, l’Exodus di Don Alemanno e Kobane Calling di Zerocalcare possono essere strumenti per  veicolare un informazione non manipolata?

“Ovviamente si e anche no, dipende dall’uso che se ne fa. Il fumetto non so bene perché, se andiamo ad analizzare la cosa, continua ad essere considerato, da una parte e dall’altra, con delle forme di pregiudizio su i suoi contenuti che dipendono: dagli autori, dalle intenzioni con cui certe storie vengono narrate, eventualmente a fumetti. Il fumetto è un linguaggio, è un modo per mettere insieme informazioni, in teoria sono tutti d’accordo, poi nell’editorialistica, quindi nel modo in cui vengono redatti gli articoli, il fumetto viene considerato uno strumento di blanda informazione e adatto ad un pubblico infantile. Questo purtroppo ha una base storica; è stato così per decenni, però la consapevolezza che questa situazione è superata o superabile, che il fumetto è un linguaggio che usato bene da autori di talento con strumenti tecnici come saper scrivere o saper disegnare è uno strumento con sue caratteristiche diverse da quelle della prosa, della fotografia del teatro per narrare storie anche totalmente no sense se è il tuo scopo, ecco questo è davvero il punto. Ovviamente può essere usato per raccontare l’attualità. Il fumetto in quanto linguaggio può raccontare tutto”.

Se Will Eisner fosse vivo ai giorni nostri riuscirebbe a raccontare le storie di vita attuali?
“Non amo speculare sui  “se”, mi rifaccio a ciò che sappiamo di Eisner, per quanto ambientate a volte anche in epoca contemporanea, la maggior parte delle sue storie più belle e coinvolgenti, i grandi romanzi di formazione alla fine riguardavano sue esperienze personali. Esiste un luogo comune quasi un cliché, uno scrittore in realtà può fingere, ma alla fine è in grado di scrivere unicamente ciò che conosce. Il punto è che cosa vuol dire ciò che conosce, cioè qual è il tipo di esperienza personale, che lui fa oggetto di materia letteraria. Eisner partirà sempre dal suo periodo formativo, quello della grande depressione nel Bronx. Era un osservatore brillante della realtà che lo circondava.”
Prima di concludere la nostra seconda giornata all’Etna comics facciamo un salto allo stand esterno della Umbrella Corporation Italia…dei simpatici ragazzi che portano avanti il culto degli Zombie targati Capcom, tra cadaveri e tute mimetiche, il loro stand ci ha messo fame e visto che non siamo Zombie ci accontentiamo di un Donuts alla nocciola.

 

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