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Estorsioni aggravate dal metodo mafioso, otto condanne

Condannato il clan delle estorsioni. Il tribunale di Catania con una sentenza emessa nella giornata di ieri ha infatti ritenuto gli imputati Filippo Anastasi, Stellario Fileti, Antonino Fosco, Santo Laudani, Domenico Indelicato, Giovanni Spina, Gianluigi Partini e Omar Scaravilli colpevoli dei reati  di estorsione, commesse in danno di imprenditori ed aggravate dal cosidetto “metodo mafioso” (ex art.7 D.L. 152/91).

Dalle denunce a loro carico risulta che gli imputati, arrestati lo scorso 22 novembre 2013, avrebbero perpetuato negli anni richieste estortive ai danni di commercianti avvalendosi di gravi atti di violenza fisica, talora commessi in modo plateale ed in luoghi pubblici.

Nell’ambito di un “recupero crediti” in favore di due commercianti, identificati in due degli imputati, una delle vittime venne in un’occasione gravemente percossa alla presenza di numerose persone davanti ad un bar. Soccorsa da un poliziotto libero dal servizio che si trovava di passaggio. Un secondo imprenditore veniva invece costretto con minacce di gravi ritorsioni a “mettersi in regola” versando una tantum la somma di 9.000,00 euro e un’ulteriore mensilità di 6 mila euro a titolo di “pizzo”. Con gravi minacce il titolare di un’azienda, che vantava un importante credito nei confronti di una ditta riconducibile ad uno degli imputati, veniva inve costretto a ritirare l’istanza di fallimento già presentata, ottenendo in tal modo la chiusura della procedura prefallimentare avviata dalla persona offesa per il recupero del proprio credito.

Valido sostegno di quanto rivelato dalle denunce e dalle successive indagni degli inquirenti sono state le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Giuseppe Laudani, reggente dell’omonimo clan mafioso, e Carmelo Riso, appartenente al medesimo clan. I pentiti si autoaccusavano di uno degli episodi estorsivi e riferivano in merito alla responsabilità degli altri imputati.

Più volte nel corso del processo, per via della grande forza di intimidazione esercitata dagli imputati, si sono verificati tentativi di ritrattazione da parte di alcune persone offese appositamente “avvicinate” al fine di indurle a ritrattare le proprie dichiarazioni o a ritirare le denunce. Trattandosi di reati procedibili d’ufficio e non su querela però le indagini non sono state inficiate da questi tentativi che invece sono valsi come elementi di prova per l’aggravante del “metodo mafioso” con le conseguenti importanti ripercussioni sul piano sanzionatorio.

Tra i reati per cui gli imputati sono stati condannati vi è anche quello di lesioni aggravate commesse ai danni del titolare di una trattoria, resosi “colpevole” di aver contestato ad alcuni imputati, che avevano prenotato un tavolo per pranzo, di essersi presentati al locale con notevole ritardo rispetto all’orario concordato.

Queste le sanzioni comminate dal G.U.P.:
ANASTASI Filippo anni cinque e mesi otto di reclusione ed euro 800,00 di multa;
FILETI Stellario anni quattro di reclusione ed euro 600,00 di multa;
FOSCO Antonino anni cinque di reclusione ed euro 800,00 di multa;
LAUDANI Santo anni cinque e mesi sei di reclusione ed euro 800,00 di multa;
INDELICATO Domenico anni tre e mesi sei di reclusione ed euro 600,00 di multa ciascuno;
SPINA Giovanni anni tre e mesi sei di reclusione ed euro 600,00 di multa ciascuno;
PARTINI Gianluigi anni sette di reclusione ed euro 1400,00 di multa;
SCARAVILLI Omar anni otto e mesi otto di reclusione ed euro 1800,00 di multa.

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Redazione

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