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Espulso per radicalismo islamico, ma si trova ancora in Sicilia

Per un tunisino è scattato ieri il provvedimento di espulsione.

Da alcune indagini è risultato che il tunisino, Ben Mahmoud Jilani, faceva parte di una cellula ispirata al radicalismo islamico, di fondata pericolosità sotto l’aspetto dell’ordine e della sicurezza pubblica, presente sul territorio di Pachino.

Fin qui nulla di rilevante, anche perché di queste espulsioni ne abbiamo a centinaia ogni anno.

Tuttavia il deputato siciliano del Movimento Noi con Salvini Alessandro Pagano, in un comunicato, ha evidenziato il fatto che per il Jilani non è scattato ancora un procedimento di rimpatrio, non a caso il tunisino si trova attualmente nel Cie di Caltanissetta.

Per Pagano il rischio è quello di riproporre quegli stessi errori che sono stati commessi con Amri, il terrorista di Berlino che è stato lasciato libero di vivere in Europa, malgrado diversi precedenti e un provvedimento di espulsione.

Questo in dettaglio il comunicato redatto da Alessandro Pagano:

“Il Governo provveda immediatamente al rimpatrio del tunisino verso cui oggi la prefettura di Siracusa ha disposto un provvedimento di espulsione per questioni di sicurezza nazionale, in quanto facente parte ‘di un sodalizio ispirato al radicalismo islamico, di fondata pericolosità’. Il tunisino non è stato formalmente cacciato dall’Italia come si vuol far credere, ma si trova ancora nel nostro Paese presso il Cie di Caltanissetta. Ci troviamo di fronte alla stessa dinamica che riguardò Amri, il killer di Berlino. Non vorremmo, perciò, ritrovare questo tunisino tra un anno libero di andare in giro per l’Italia e l’Europa e a commettere una nuova strage di innocenti. Il ministro Minniti, che ieri è stato proprio in Tunisia, passi ai fatti. Se non provvede al rimpatrio immediato, abbiamo la prova provata che il Pd e i governi Renzi/Gentiloni non vogliono risolvere questo prioritario problema per la sicurezza del Paese”. Lo dichiara il deputato nazionale della Lega dei Popoli-Noi con Salvini, Alessandro Pagano. “Per il prefetto di Siracusa il migrante farebbe parte di una cellula islamista, ‘di un sodalizio ispirato al radicalismo islamico, di fondata pericolosità’. Dai Cie in teoria non si potrebbe uscire, ma qualora fosse non si commetterebbe alcun reato: si tratta infatti di una forma di detenzione amministrativa. Potenzialmente, dunque, abbiamo migliaia di nuovi Amri, radicalizzati, pronti a colpire. Servono interventi urgenti da parte del governo, attraverso decreti legge, per bloccare le navi e gli arrivi e provvedere concretamente alle espulsioni e ai rimpatri. La Lega ha le idee chiare”.

 

 

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Redazione

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