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Adrano: Vigili Urbani presentano esposto per frasi pubblicate su facebook

Ad Adrano i Vigili Urbani hanno presentato un esposto alla Procura di Catania per fare luce su una serie di commenti, pubblicati su facebook, nei quali veniva lesa la dignità degli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale

Ad Adrano i Vigili Urbani hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Catania per fare luce su una serie di commenti offensivi pubblicati su facebook.

Come scritto nello stesso comunicato redatto dal dott. Carmelo Rao, Comandante del Corpo di Polizia Municipale di Adrano, ci sono state in passato sentenze della Corte di Cassazione che hanno riconosciuto il reato di diffamazione a mezzo social network.

Non conosciamo quali sono le frasi incriminate, possiamo dire che non sono poche le critiche piovute, spesso ingiustamente, nei confronti del personale della Polizia Municipale di Adrano; in altre parole se il Comando dei Vigili Urbani ha scelto di ricorrere alle vie legali ci sarà qualcosa di grave. L’auspicio del Comandante della Polizia Municipale di Adrano è proprio quello di rintracciare gli autori di tali commenti che ledono la dignità personale e professionale dei Vigili Urbani adraniti.

Già c’è chi ha commentato la notizia dell’esposto in questa maniera: 

Questo succede perché i vigili non fanno mai il proprio lavoro ci vorrebbe un corso per i vigili indisciplinati come quelli di Adrano visto che negli altri comuni nessuno si lamenta io mi lamento del fatto che il paese di Adrano lo hanno rovinato perché nessuno fa mai il proprio lavoro”.

Infine pubblichiamo copia integrale del comunicato redatto dal Comandante Carmelo Rao:

“I social network sono uno strumento utile per i cittadini; la critica, la segnalazione, il reclamo, sono sacrosanti diritti di ciascuno garantiti dalla politica di trasparenza adottata da tutti gli enti ma cui corrispondono altrettanto sacrosanti doveri. Molti, invece, scrivono su social network pensando che sia un mondo virtuale: di fatto non lo è ! ci sono sentenze della Corte di Cassazione che riconoscono il reato di diffamazione per offese su profili aperti. Riteniamo che certe affermazioni trascendano da una normale dialettica e da una doverosa azione di sollecitazione e stimolo di cui può legittimamente farsi carico un cittadino nei confronti della Pubblica Amministrazione, rivelandosi, invero, atti di maleducazione, di lesione dell’immagine, di rozzezza e di ignoranza. L’auspicio di ogni cittadino di avere un servizio efficiente è ben diverso dall’insultare pesantemente o dal proporre accuse, infondate, indiscriminate, e quindi diffamatorie e lesive delle istituzioni, in questo caso della Polizia Municipale di Adrano e della dignità personale e professionale di tutti i suoi appartenenti. Vengano le critiche, ma tolleranza zero contro toni irriverenti. Le moderne tecniche consentono alle forze di polizia, di poter rintracciare facilmente, coloro che si rendono responsabili di tali comportamenti, che si ricorda, sono perseguibili penalmente. E’ per questo motivo che questo Ufficio ha trasmesso alla Procura della Repubblica di Catania, per il prosieguo di competenza dell’Autorità Giudiziaria stessa, le dichiarazioni insensate di alcuni cittadini che sui social network sono stati autori di false notizie e frasi oltraggiose”.

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