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Dia Catania: confisca di beni ad esponente del clan Santapaola-Ercolano

È in corso, da parte degli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, diretta dal Primo Dirigente dr. Renato Panvino, l’esecuzione di un decreto di confisca beni, emesso dalla Corte di Appello di Catania, divenuto definitivo dopo il vaglio della Suprema Corte, con il quale è stata disposta l’acquisizione al patrimonio dello Stato di una serie di cespiti riconducibili a CASTORINA Antonino, cl.1953, esponente di spicco, nel territorio di Santa Venerina, del clan Santapaola-Ercolano.

se4La confisca giunge a conclusione dell’iter giudiziario avviato con la proposta di applicazione di misura di prevenzione a firma del Direttore della D.I.A., inoltrata all’esito di una articolata attività di indagine svolta nel 2010 dal Centro Operativo D.I.A. di Catania, che si è sviluppata sulle attività del CASTORINA, ritenuto referente nel territorio di Santa Venerina del potente clan mafioso “Santapaola-Ercolano”, e sull’anomala posizione economica dell’interessato e del suo nucleo familiare.

Il CASTORINA, infatti, annovera numerosi precedenti penali per gravi delitti (rapina in concorso, furti in concorso, violazioni delle norme sul controllo delle armi, delle munizioni e degli se3esplosivi, detenzione illegale di armi, ricettazione, rissa, lesioni, estorsioni continuate in concorso) commessi già a partire dagli anni ’70.

Arrestato per associazione mafiosa nell’ambito delle operazioni “Ciclope” e “Dafne”, rispettivamente nel 1996 e 1997, rimaneva in carcere dal 1998 al 2006, quando, ultimato di espiare la pena, scontava la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. per anni 3 (tre) con obbligo di soggiorno perché gravemente indiziato del reato di associazione mafiosa, quale personaggio di spicco all’interno del gruppo criminale facente capo al noto e pericolosissimo clan mafioso “Santapaola”, attivo anche nel territorio di residenza del CASTORINA. Per tale reato lo stesso è stato condannato, se2nel 2000, dalla Corte di Assise di Appello ad 11 anni e 2 mesi di reclusione, con sentenza divenuta irrevocabile nel 2002. Uno dei suo figli, Filippo, accusato di avere sostituito il padre mentre quest’ultimo era in prigione, è stato arrestato nel 2001 nell’ambito dell’operazione “Euro racket”, rimanendo detenuto fino al 2004.

Per ultimo, tratto nuovamente in arresto in data 16.04.2013 per associazione mafiosa, è attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Prato.

Con l’autorevole conferma della Suprema Corte di Cassazione, risultano definitivamente confiscati e acquisiti al patrimonio dello Stato i seguenti beni:

 

  • BENI IMMOBILI:
  • terreni per complessivi 2.500 mq circa, siti nel comune di S.Venerina (CT);
  • una elegante villa con piscina, sita nel comune di S.Venerina (CT).

 

  • SOCIETA’:
  • Intero compendio aziendale di impresa individuale denominata “La Nuova Idraulica dell’Etna di Cernea Ana Liliana, operante nel settore di impianti idraulici;
  • Intero compendio aziendale della “Etna Parking Multiservizi Soc. Cooperativa”, società operante nel settore della gestione del servizio di autorimessa.

 

Il patrimonio confiscato è stimato in oltre un milione e settecento mila euro.

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Redazione

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