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Esplosione tabacchi a Librino: la ricostruzione dell’accaduto

È passato poco più di un mese da quando Agatino Cristian Giustino, 19 anni, perse la vita nel corso di una rapina perpetrata ai danni di un tabacchi a Librino insieme ad un complice.

La Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, a seguito del tentato furto perpetrato da due giovani ha ottenuto la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del complice coetaneo della vittima, il catanese Davide Alfio Viola. I due premeditarono nella serata precedente di danneggiare con l’esplosivo un erogatore di sigarette posto sul muro esterno di una rivendita di tabacchi in viale Castagnola 5. L’obiettivo dei ladri era quello di danneggiarlo per poterne rubare i soldi ed i tabacchi contenuti all’interno. Dopo un’attenta visione dell’’impianto di videosorveglianza della rivendita di tabacchi, i militari hanno potuto ricostruire la dinamica del tragico episodio.

Il furto e l’esplosione fatale

I due giovani, con il volto travisato e vestiti di abiti scuri, si erano avvicinati all’erogatore collocando l’ordigno che era dotato di due micce d’accensione. La vittima ne aveva accesa solo una, non avendo la percezione della sua potenzialità distruttiva.

Immediata la fuga dei malviventi. Il Viola si diresse verso destra trovando rifugio dietro una cabina elettrica in cemento. Mentre Giustino, dapprima analogamente fuggito verso sinistra, aveva cambiato idea tornando indietro nell’intento di ricongiungersi con il complice. Ma mentre cambiava direzione, il giovane è stato  investito, proprio in quel momento, dalla potente onda d’urto generata dall’esplosione dell’ordigno. Sbalzato contro le auto parcheggiate, il 19enne era morto sul colpo.

Il complice, spaventato per l’inaspettato effetto devastante, si allontanò terrorizzato aspettando Giustino nella convinzione che si fosse attardato a recuperare soldi e tabacchi dal distributore distrutto. Dopo ripetute chiamate alla vittima, Viola si era liberato del passamontagna ritornando sul luogo dell’esplosione e scoprendo la sconcertante verità.  Il giorno dopo il ladro, accompagnato dal proprio legale di fiducia, si era dunque costituito alle autorità competenti.

E.G.

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Redazione

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