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Erdogan ed i giovani turchi della DC ottomana.

C’è un uomo in questo momento che forse più di chiunque altro incarna perfettamente la popolare espressione “tra incudine e martello”. Accusato di ogni sorta di nefandezza, pressato dal guinzaglio della NATO, ringhiato dall’alano russo, odiato da mezzo mondo arabo, additato come iperconservatore da una grossa fetta di turchi e tenuto sotto scacco dall’elettorato quasi prettamente filoislamista . Lui è turco, adora litigare col proprio alter ego russo, vive in un palazzo di 615 milioni di dollari (30 volte più grande della Casa Bianca di Obama e 4 volte la reggia di Versailles), nel tempo libero abbatte caccia russi e destabilizza qualche paese confinante, sfoggia baffi degni del miglior poliziesco anni 70, inscena improbabili salvataggi di sedicenti disperati curdi (poi rivelatisi dirigenti del proprio partito) e governa incontrastato la propria nazione dal 2003. Parliamo di Recep Tayyip Erdoğan, leader dell’AKP (conservatorismo sociale e liberalismo economico per intenderci), statista di indubbio carisma e talento, un polso sicuramente fermo se confrontato a certi suoi colleghi-manichini europei. Insomma un vecchio democristiano mancato solo per questioni di passaporto e religione. Un democristiano che probabilmente avrebbe fatto molta strada anche nella “strana” Italia degli anni 60 e 70.
Ho intervistato un suo elettore. Fatih Barutçu (nella foto a destra), 26 anni, musulmano, orgogliosamente turco, studente universitario ad Istanbul, un padre poliziotto, una fede incrollabile per il Trabzonspor e tanta ammirazione verso il proprio discusso premier.
Fatih perché sostieni Erdogan? Più l’uomo o il programma? Che sensazioni trasmette un uomo cosi controverso?
“Aldilà dell’indiscutibile carisma, mi ritrovo quasi sempre in sintonia con le sue decisioni. Ammiro l’uomo ed il leader e non nascondo che provo orgoglio e sicurezza quando viaggio per l’Europa. Il mio paese sembra essere più autorevole rispetto ad una volta. Erdogan non rappresenta solo la Turchia ed i turchi ma molte nazioni deboli che non hanno molta voce in questioni internazionali. Io lo vedo come una speranza per molti deboli, anche non turchi.”

Continuo a non capire. Erdogan è più padre o più padrone? Ci sono diverse teorie riguardo il suo operato. Alcuni dicono che è quasi un dittatore ed altre scuole di pensiero lo vedono come un grande equilibrista che tiene a bada una pericolosa polveriera. Alcuni dicono che è il nuovo Ataturk ed altri sostengono che ammicca agli islamisti e tira calci ai curdi.
“E’ un padre. Forse un po severo ma giusto ed esperiente. E’ vero. L’opinione pubblica è divisa ma credo sia cosa normale in ogni paese. Non c’è equilibrio nel giudizio politico. Purtroppo la critica fine a se stessa fa parte dei giochi politici in ogni paese del mondo. Probabilmente chi lo denigra è anche invidioso di un consenso che dura da 14 anni. E’ il popolo a volerlo, è il popolo a confermarlo con un consenso crescente.
I curdi? Li considero turchi, d’altronde abbiamo le stesse radici. Anzi. Grazie ad Erdogan oggi sono una potenza politica ed economica che influenza il mondo turco. Ne sono prova i molti aiuti statali e le molte infrastrutture costruite nei territori dove loro si sono stabiliti. I terroristi combattono contro i reali interessi della popolazione curda. Cosa per la quale invece Erdogan si sta battendo. Questa è la verità. A proposito di libertà di stampa. Abbiamo due schieramenti mediatici. Chi difende Erdogan e chi lo attacca costantemente. Un dittatore di certo non lascia che una tv o un giornale parli male del proprio operato. In Turchia è possibile denigrare chi comanda senza alcuna prova e senza alcun indizio. Altro che dittatura…”

Come la mettiamo con il comportamento turco sul piano internazionale? Le ostilità con la Russia, le relazioni con la Grecia su Cipro e con l’Armenia sul genocidio?
“Nessun astio da parte nostra. Molti gesti infantili da parte loro. Non abbiamo ricambiato ne la questione dei visti e ne le restrizioni economiche. Da parte nostra resta un atteggiamento amichevole nonostante io problemi creati ai turchi residenti in Russia.
Grecia? Cresce un forte rapporto di amicizia, crescono i rapporti economici. Abbiamo molto in comune e non credo nel fatto che alcune questioni possano davvero minare un rapporto così proficuo tra le due nazioni. Risolvendo – spero un giorno ma ci sono buoni margini per un accordo duraturo – la questione cipriota, potremo davvero instaurare un rapporto meraviglioso.
Armenia? Le tensioni non sono riferibili a questioni attuali ma storiche. Il problema è comunque ormai messo in secondo piano, almeno in Turchia. Le nuove generazioni, pian piano si stanno riavvicinando. Abbiamo promesso agli armeni di aprire le nostre biblioteche ed i nostri archivi per le loro ricerche sul genocidio. Che altro?”

In Europa , alcuni giornali parlano del sostegno della Turchia al mostro ISIS . Si parla di campi di addestramento in territorio turco, ospedali al confine sulla Siria gestiti dalla cocca di papà Sümeyye Erdogan e notevoli contributi in termini energetici ed economici ai tagliagole. Il tutto ricambiato dalla pulizia dei curdi ed una conveniente vendita del petrolio irakeno tramite le molte società dell’altro figlio di Erdogan, Bilal. E non mi spingo oltre…
“Sono notizie smentite da tutto l’Occidente, Stati Uniti in primis. E’ una bugia vergognosa. L’ISIS è un nostro nemico, della nazione turca e della nostra religione. Abbiamo anche subito un loro attentato. Circa 100 persone sono morte! Stiamo combattendo con ogni mezzo un pericolo che abbiamo al confine e che è nostro interesse eliminare. E’ la logica ad imporlo. ISIS e Turchia non possono coesistere, non sono idee conciliabili. Tutto il resto è gossip.”
Pensi che la Turchia sia oggi pronta ad entrare nell’UE ? Davvero i turchi si sentono europei? Perché la Turchia vuole entrare in Europa ?
“Siamo pronti e crediamo di essere molto più preparati di alcuni paesi della UE. Se questi paesi sono in UE, noi meritiamo di entrare in Unione. Forse lo meritiamo più di loro. Non è quindi un problema nostro ma dell’Unione. La domanda da porre è quindi un’altra: L’Unione Europea ed i cittadini europei, vogliono davvero la Turchia?”

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B.F.

Mafia, libri, vacanze, satira, costume, interviste, viaggi, politica internazionale e forse qualcosa in più. Potete pure evitare di leggerlo. Nulla di eccezionale. Credetemi. Tanto scrive quando vuole, di ciò che vuole e soprattuto se vuole. Al massimo un pizzico di acido sarcasmo e qualche discreta invettiva, molto buon disordine, svogliatezza, prolissità patologica, ingenuità congenita. Nulla più di un calabrone che, nella disperata voglia di fuggire via, si schianta e si rischianta contro il vetro di una finestra.

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