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“Erano quasi in mille, solo in 28 salvi”. Il giorno del lutto

Sono andate avanti tutta la notte nel Canale di Sicilia, le operazioni di ricerca e soccorso di eventuali altri naufraghi del peschereccio affondato la notte tra sabato e domenica ad una settantina di miglia a nord dalle coste libiche con a bordo centinaia di migranti.Al momento, secondo quanto comunicato dalla Guardia Costiera, il bilancio resta invariato, con 28 persone salvate e 24 cadaveri recuperati. Le salme sono state caricate sulla nave Gregoretti della Guardia Costiera, che ha fatto rotta verso Malta.

La Cgil Sicilia esporrà oggi in tutte le sedi dell’isola la bandiera listata a lutto. ”Sono stragi annunciate- dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro- di fronte alle quali l’indifferenza dei governi europei e dell’ Ue sono intollerabili e non ammettono giustificazioni”.

 

A Palermo sgominata banda del traffico di esseri umani

Sono 24 i fermati nell’operazione ‘Glauco II’ della Polizia di Stato, coordinata dalla Dda di Palermo, che ha sgominata un’organizzazione dedita al traffico di esseri umani tra l’Africa e l’Europa. L’inchiesta ha preso spunto dal tragico epilogo dello sbarco del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, quando in 366 persero la vita a mezzo miglio dall’isola. Tra i principali responsabili – secondo gli inquirenti – figurano due trafficanti di esseri umani: Ghermay Ermias, etiope, e Redae Medhane Yehdego, eritreo, che operano sulla cosiddetta “rotta libica”. Il primo, latitante dal luglio 2014, ritenuto l’organizzatore e il responsabile di quell’episodio, agisce tra Tripoli e Zuwarah.

L’appello di Renzi:

Tutti gli italiani pensano che quando c’è un Paese come la Libia dove rischi che ti taglino la testa e quindi sei costretto a fuggire e muori in mare in quel modo, innanzitutto c’è il sentimento di cordoglio, di dolore, altrimenti di questa tragedia diamo solo l’aspetto statistico. Non stiamo parlando di numerini ma di persone. Questo è il primo punto. Rimaniamo umani, partiamo da questo

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Redazione

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