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Enzo Bianco sulla strada, a tutela della legalità

“Blitz anticrimine” del primo cittadino: “setacciata” piazza Europa e il lungomare! Annunciato concorso per vigili urbani e nuove “operazioni a sorpresa”: anche a San Cristoforo. Che già trema.

Dalle 11,30 di oggi 24 agosto 2015 Catania è una città più civile e sicura: grazie al sindaco Enzo Bianco. Che a cuore la legalità contro le piccole e le grandi violazioni di legge.

Dopo gli “anni bui” della destra, con l’arrivo del primo cittadino di sinistra Catania è in fase di radicale cambiamento. Partendo dal rispetto della Legge. Lui, Bianco ha deciso di essere al fianco delle forze dell’ordine: proprio di presenza.

Stamane, è arrivato un “blitz stradale” di quelli memorabili, con al fianco il comandante provinciale dei carabinieri Alessandro Casarsa, i “vertici” della “muncipale” , il “numero uno” Pietro Belfiore, il “numero due” Stefano Sorbino, alcuni uomini della polizia in moto, a guardare a distanza di sicurezza e per la sicurezza. E ancora, sempre a tutela della Legge il capo di gabinetto Massimo Rosso, il vice Marco Consoli, il presidente del comitato dei festeggiamenti di S.Agata e suo fedelissimo braccio destro Francesco Marano. Un fiorire di legalità e di uomini sinceramente al servizio della Legge. Tutti a seguire Enzo Bianco che, “armato” di bus, con giornalisti (che come tutti sanno controllano il Potere) al seguito, è “piombato” addirittura su piazza Europa, per poi “virare” sul lungomare, dal solarium della piazza, a  S. Giovanni Li Cuti, sino a piazza Nettuno (un “gioiello” di “arte contemporanea”, arricchita anche dagli slogan pallonari e delle balle d’amore).

Zone “caldissime”. E per giunta di lunedì mattina, quando in molti prendono il caffè nei tanti locali adiacenti. Insomma, aree trafficatissime, “affollate” dei tanti volti del crimine. L’ illegalità ha il volto dei posteggiatori abusivi: per loro “mano dura”. Hanno “sudato freddo” in non pochi: ce lo hanno confessato alcuni che abbiamo visto, al termine del “blitz”, proprio negli stessi posti dove lavorano da anni e anni.

Ma com’è cominciata questa “giornata d’avventura” del primo cittadino di Catania? Alle 10,25, lo attendeva un taxi, pardon un bus dell’Amt davanti al Municipio: con un ritardo rispetto a quanto anticipato dal comunicato stampa di Palazzo degli Elefanti (ore 10,00), ma con una puntualità che fa invidia alla tradizione del servizio pubblico “quando c’era la destra”, Bianco, in blu di lino e occhiale da sole, si è offerto ai primi flash.

Pochi, invero, anche perché molti cronisti, operatori e fotoreporter hanno preferito accompagnarlo direttamente sul mezzo dell’azienda municipale trasporti. Lo ha fatto, pensiamo, perché lui non vuole rapporti artefatti, vuole il contatto diretto con l’Autorità che si occupa del bene collettivo.

Una risposta –potremmo immaginare- a quella “stampa di destra” (chissà,  magari“allertata” da danarosi catanesi…?) come il quotidiano parigino “Le Parisien” che ha descritto Catania come un luogo dove comanda il crimine. Certo, scippi e rapine ai turisti si sesseguono (la scorsa settimana ne sono venuti fuori quattro, diciamo quelli ufficiali), ma questo è un altro discorso. Forse.

Invece, il crimine o giù di lì dei posteggiatori abusivi, delle auto lasciate in doppia fila, delle cinture di sicurezza sulle auto non allacciate come previsto dalle norme, i caschi non ben messi o lasciati nel bauletto, lo sfrecciare a velocità sopra il consentito non è più consentito.

Come il mettere le sedie troppo fuori dai locali. A San Giovanni Li Cuti, è bastato vedere arrivare, a passo marziale, sindaco e carabinieri, perché le sedie…finissero in qualche repostiglio. Insomma, “dura lex sed lex” in stile “Rudolph Giuliani”, l’ex terribile sindaco di New York, quello della “tolleranza zero”: lui disse “no alla finestra rotta” (anticamera del crimine) oggi Bianco ha probabilmente detto “no alla cintura slacciata”, in un afflato legalitario che è arrivato oltre oceano. Un afflato garantista, molto progressista. Ma Catania chiama, vuole ordine e disciplina.

E le emergenze sono venute fuori subito! “Pulizia!Pulizia!” hanno gridato delle signore. E il sindaco ha annuito, non senza dare la mano, la sua mano, ad un uomo in carrozzina. Un quadretto solidale. Molto di sinistra. Attendiamo magari un comunicato di sostegno di “Mani Tese”.

“L’acqua oggi è fresca e pulita” –ha sottolineato un’altra signora. Insomma, il sindaco ha preso nota. Delle emergenze. Un duro lavoro.

Del resto, c’è da risollevare lo stato di una città agonizzante. Per colpa della destra. E Bianco si sta sbracciando, anche sotto il Sole d’agosto, per Catania. Con animo solidale e di sinistra, lontano dalle sirene delle facili “scalate politiche”, di “percorsi facili”.

Il “percorso della legalità”, invece, è arduo, ma pieno di soddisfazioni: “ma quando se ne va?” ci ha detto un esercente del lungomare, “sfinito” dai “lungomari liberati” e dallle –a suo dire- “trovate pubblicitarie del sindaco”.

Enzo Bianco, però, va avanti, contro tutti, anche contro le “malelingue”, contro addirittura la presenza –intercettata e sudata- di qualche giornalista! Un clamoroso dato che potrebbe trovare conferma più tardi. Per adesso, c’è da registrare l’ annuncio del sindaco prossimo concorso per vigili urbani, attualmente pochi e di età media avanzata. Lo si attende da qualche decennio: Bianco lo farà, ne siamo sicuri. Risolverà. Come saranno i nuovi operatori  della strada? “Giovani e che conoscano le lingue straniere” –ha spiegato il primo cittadino. Che, impavido, ha annunciato: “faremo altre operazioni del genere”. Dove? Al viale Mario Rapisardi, al Corso Indipendenza, a San Giovanni Galermo e addirittura  in via Plebiscito! San Cristoforo già trema: sta per arrivare –a sorpresa ovviamente- il “vento della legalità”. Non ci saranno “ombrelli” o “pompe con l’acqua” capaci di fermarlo. Il crimine ha i giorni contati.

 

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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