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Enzo Bianco: edificio comunale destinato alla Caritas quasi pronto

«Già la prossima settimana consegneremo i locali alla Caritas per permettere loro di svolgere un’attività di altissimo valore sociale. Qui vi saranno le docce e i servizi attrezzati anche per i portatori di handicap. Insieme all’attiguo Help Center, già oggi senza chiedere alcuna generalità, la Caritas offre pasti, assistenza, consulenza medica e spesso anche una carezza».

Così il sindaco Enzo Bianco nel corso del sopralluogo, effettuato ieri in piazza Giovanni XXIII, dove è situato l’immobile, di proprietà comunale, che era prima ufficio della Polizia municipale ed è stato adesso destinato ad ampliare la sede della Caritas. Si tratta di circa 90 mq che saranno adibiti a servizi e dotati di sei docce e tre bagni attrezzati anche per i disabili. Attualmente il Comune ha bonificato l’intero tetto dell’edificio dall’amianto realizzando una nuova copertura a norma. Una parte dell’edificio era occupato, fino a qualche tempo fa, anche da un ufficio dell’AMT.

«Vedremo per quanto riguarda la parte dove era l’AMT – ha detto il primo cittadino – di dare integralmente l’immobile a disposizione della Caritas, in modo che si possa offrire un servizio più puntuale. Una città che va avanti non deve dimenticare gli ultimi. Vogliamo essere a fianco della Caritas e delle altre associazioni vicine a chi ha bisogno per aiutarle a far meglio il loro lavoro».

Alla visita erano presenti il direttore della Caritas Diocesana, Don Piero Galvano, il direttore dell’Ecologia ed altri tecnici comunali, il responsabile della ditta che sta effettuando i lavori. Proprio nel corso della visita il responsabile della ditta Ugo Valle srl ha comunicato che, insieme ad altri imprenditori, donerà l’impianto fotovoltaico di 3 kw per la struttura. Il sindaco Bianco ha quindi ringraziato per la generosità che consentirà di far fronte al fabbisogno energetico e d’acqua calda di docce e servizi.

«Dopo la consegna ci faremo carico dei rifacimenti interni. Confidiamo di poter avere anche i locali dell’AMT che diventerebbero un guardaroba. Serviamo circa trecento pasti oltre i settanta che portiamo con le Unità di Strada. Si tratta di stranieri, ma anche di tanti catanesi che non riescono più a farcela. Ringraziamo per qualsiasi dono, anche il più piccolo, per raggiungere risultati concreti», ha detto Don Piero Galvano.

 

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Redazione

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