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Energetikambiente: rogne con i lavoratori e Catania è sporca

Già da qualche tempo i lavoratori di Energetikambiente lamentano grossi problemi.

L’azienda in questione è quella che gestisce in subappalto per la Dusty la raccolta dei rifiuti in alcuni punti della città. Alla Energetikambiente tocca smaltire il 25% dell’appalto totale. E di questa azienda, che ha sede nel milanese a Rozzano, si parla a maggio per l’arresto di Giovanni Picone referente per l’intero Sud. Traffico di rifiuti e inquinamento ambientale queste sono le accuse mosse alla subappaltatrice di Dusty.

Lavoratori stretti nella morsa da Energetikambiente

Il 24 luglio è stata indetta un’assemblea sindacale. La Energetikambiente non rispetta gli obblighi contrattuali previsti dal Capitolato Speciale d’Appalto né quelli previsti dal CCNL FISE Assoambiente.

E sono proprio i lavoratori dell’azienda a raccontare “che si sentono abbandonati”. 300 dipendenti – quelli in servizio a Catania – stretti nella morsa a causa dei grossi malfunzionamenti dell’azienda. I mezzi di servizio vanno male: sono obsoleti e insufficienti. «Ogni giorno non siamo messi nella condizioni di andare in giro per effettuare la raccolta o per pulire le strade perché i mezzi ci lasciano a piedi”, dicono. Ed ecco un’altra ragione per cui la città di Catania ogni giorno si sveglia sporca e con montagne di rifiuti.

Ma c’è di più. I lavoratori denunciano, e ne parleranno all’assemblea del 24 luglio: il mancato versamento del TFR da settembre 2017; la stipula del contratto ai neo assunti utilizzando contratti non conformi all’oggetto dell’appalto; la mancata trasformazione dei contratti da part-time a full time dei lavoratori “ex bacino prefettizio”; la mancata consegna del vestiario estivo ai lavoratori; nessuna consegna di buoni pasto da almeno 6 mesi.

La Energetikambiente è gestita a distanza senza alcun controllo e sottovoce c’è anche chi lamenta l’assunzione, da ultimo, di alcune donne che avrebbero dovuto essere impiegate per lo spazzamento delle strade e che invece stanno rintanate negli uffici.

Così le strade di Catania continuano ad essere sporche.

 

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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