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Emergenza disabili, boom dei malati in Sicilia

La Sicilia attraversa una vera e propria “emergenza disabili”.

Se i dati non mentono, i disabili gravissimi nell’Isola erano 10.753 nel 2017. Un numero davvero alto in confronto alle altre regioni d’Italia. Infatti dopo la Sicilia, segue la Lombardia con 6.500 (ma con il doppio della popolazione), Veneto con 6.000, Puglia 5.055, Lazio 3.000 e Campania 1604.

Inoltre se si calcola il rapporto tra disabili gravissimi e il numero di residenti sani, la situazione non migliora. Sull’Isola il risultato è dello 0,21%, in Lombardia dello 0,06%, nel Lazio dello 0,05%, in Campania dello 0,02%.

Nessun sostegno economico

Ma se la Sicilia guadagna il podio come regione con più disabili gravi, questo non va sicuramente pari passo anche nel caso dell’assistenza economica fornitogli. L’assegno mensile per le cure oscilla da un minimo di 840 euro fino a 1.200, o meglio oscillava poiché  tale cifra è stato ridotta, con il consenso delle associazioni dei disabili, per permettere alla Regione di fornire risorse aggiuntive.

Mentre le altre regioni forniscono diverse opzioni dal punto di vista economico. In Lombardia è previsto un buono mensile da parte del Fna ( Fondo per la non autosufficienza) dal valore di mille euro. A questo può essere aggiunta anche la cifra di 360 euro di un voucher socio sanitario mensile, o i fondi integrativi regionali da 500 euro per dei casi specifici.

Nel Lazio, i disabili gravissimi percepiscono, tra assegni di cura mensile e caregiver familiare, 1.500 euro. In Campania, Ia Regione garantisce 1200 euro al mese fino all’assorbimento delle risorse disponibili. Inoltre la Campania annovera tra le proprie priorità i malati di Sla.

Mentre la Calabria elargisce un assegno di circa 600 euro per il caregiver familiare, se il reddito del disabile non supera i 60mila euro annui.

Insomma ogni regione fornisce il proprio sostegno in maniera diversa, a fronte delle proprie disponibilità e di quelle fornitogli dallo Stato. Inutile ribadire come è chiaro il dislivello.

Se si prendono in considerazione i bilanci, si vede che nella ripartizione del Fondo per la non autosufficienza, dal 2013 al 2017, la Sicilia è stata destinataria di 157 milioni di euro.  Quest’anno invece, nel fondo integrativo regionale ce ne sono 152 milioni. In più,  il bilancio previsionale 2018-2020 annuncia circa 251.713.00 euro per diritti sociali, politiche sociali e famiglia.

Queste cifre, però, si scontrano con la realtà. Infatti, tra interventi per la disabilità e servizi sociosanitari e sociali si arriva alla cifra di 190.954.000 euro. Solo l’anno scorso, sono stati spesi 172.642.00 euro su 193.284.000 euro disponibili.

Sembrerebbe che la Regione si stia attivando per risolvere questa spinosa situazione. Infatti, potrebbe venir emanato un nuovo decreto al fine di  garantire ai disabili gravi più assistenza. Ma la voce delle associazioni e dei disabili chiede qualcosa di più. Non basta un piano per superare le emergenze venute a crearsi, ma un progetto ben più solido e definitivo di gestione della disabilità sia per i gravissimi che per i gravi, tra cui si adopera una distinzione.

Due giorni fa a Palermo si è tenuta una manifestazione dove i disabili gravi hanno protestato contro il decreto regionale che per loro prevede solo la scelta tra i servizi territoriali. Infatti, essi chiedono di poter essere fruitori, alla pari dei disabili gravissimi, dell’assegno mensile per pagare i propri servizi di assistenza.

L’emergenza disabili, purtroppo, è una verità presente sul territorio ed urge una soluzione al fine di garantire il maggior benessere possibile sia alle famiglie che ai disabili stessi.

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