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Emergenza alcolismo. Dal dramma alla rinascita

L'inchiesta. Incontro con gli alcolisti anonimi di Catania

Emergenza alcolismo. Nelle scorse settimane, al centro dell’attenzione pubblica, l’emergenza alcolismo soprattutto tra i giovani. L’uso smodato di alcolici ha portato a situazioni di pericolo sia per l’incolumità fisica e personale dei soggetti interessati, ma anche per quella sociale. Spesso, infatti, ci si mette alla guida di auto in condizioni non consone mettendo così a rischio la propria vita e quella degli altri.
Dopo aver sentito il parere dei giovani universitari e delle istituzioni, la nostra inchiesta è proseguita con un incontro presso la sede catanese di Alcolisti Anonimi.

Dove nasce A. A.

Alcolisti Anonimi è nata negli Stati Uniti nel 1935 dall’incontro di un agente di borsa di Wall Street e un medico chirurgo dell’Ohio, entrambi alcolisti. Insieme, si resero conto che, condividendo le loro dolorose esperienze e aiutandosi a vicenda, riuscivano a mantenersi lontani dall’alcol.

Partendo da questa constatazione, fu costituito il primo gruppo A.A. ad Akron, cui seguì l’apertura di un secondo gruppo a New York e di un terzo a Cleveland.

Nel 1939 avvenne la pubblicazione della prima edizione del libro “Alcolisti Anonimi”, che dette poi il nome all’associazione. Successivamente, andò in stampa “12 Passi”, tradotto in tutto il mondo e utilizzato tutt’oggi come guida fondamentale per chi voglia intraprendere il cammino del recupero dalla dipendenza.

Emergenza Alcolismo
Ph: Dario Miele – I libri degli alcolisti anonimi

Oggi Alcolisti Anonimi affronta l’emergenza alcolismo in oltre 160 Paesi di tutti i continenti con più di 100.000 gruppi di auto-aiuto e milioni di alcolisti recuperati. In Italia Alcolisti Anonimi ha iniziato la sua attività a Roma nel 1972. In Sicilia il primo gruppo si formò nel 1980 a Palermo, poco dopo a Catania e via via nelle altre città.

Alcolisti Anonimi a Catania

Ph: Dario Miele

G. è il Coordinatore per la Sicilia degli Alcolisti Anonimi. La sua esperienza con A.A. inizia all’età di 40 anni, dopo essere arrivato vicino al suicidio.

La sua vita devastata dall’alcol era diventata una menzogna, una bugia prima di tutto verso se stesso e poi verso gli altri. Iniziò a bere all’età di 13 anni e col passare degli anni è andato peggiorando sempre di più fino a quando si rese conto di essere isolato dal mondo.

G. stava rinchiuso in casa a bere, non usciva più. Era in trappola. Poi la svolta, la telefonata con A.A. e l’inizio di un percorso che lo ha riportato alla vita. «Dobbiamo renderci conto che l’alcolismo è una malattia», ammette G.

L’emergenza alcolismo esiste e spesso si sottovaluta il problema pensando che bere un bicchiere di troppo non sia grave». A.A. è un’associazione apolitica, areligiosa, aperta a tutti che si autogestisce e si autofinanzia. «Qui vengono persone di ogni estrazione sociale: operai, dottori, forze dell’ordine, preti, avvocati etc etc. L’alcol è un demone che non guarda in faccia nessuno».

Le testimonianze

Emergenza alcolismo
Ph: Dario Miele

La riunione degli alcolisti anonimi inizia con alcune letture, alcuni passi estratti dai testi come “12 passi” e “12 testimonianze”. Sono i testi base utilizzati durante gli incontri che invitano alla riflessione su se stessi e su come risorgere dalle proprie fragilità.

I partecipanti prendono la parola e iniziano a parlare delle loro esperienze personali con l’alcolismo.

Dalle loro bocche, parole forti, strazianti, piene di dolore e dei drammi vissuti sulla loro pelle.

C. parla del disturbo compulsivo che lo portava a bere. «Non avevo equilibrio, non riuscivo a smettere di bere». E racconta: «Sono finito in ospedale con un’emorragia, bevevo anche tre litri al giorno di alcol».

L’alcol, poi mescolato anche a sostanze stupefacenti, era il mix ideale per non “sentire” nulla, per non provare dolore. C’è chi ha rischiato di morire, chi distrutto tre auto, chi ha perso la famiglia e gli amici: «Mia moglie mi chiese: “Scegli: o me o la bottiglia. Io scelsi la bottiglia. Io ero violento. Ero come Dr. Jeckyl e Mr. Hyde.  L’emergenza alcolismo deve essere affrontata sempre e con forza».

La speranza di una nuova vita

numero verde

Sono occhi ricolmi di disperazione, ma con una nuova luce dentro. La luce di una nuova vita possibile grazie all’assistenza di A.A. e una forte volontà di volercela fare. Non bisogna mai sentirsi sicuri di aver superato il problema: “se lo fai puoi rimanerci fregato ed avere una ricaduta”.

Il motto è di vivere le 24 ore. “Non diciamo mai che non berremo più, ma per oggi non ho bevuto”.

La voglia di vivere, di sentire gli odori, i profumi, i sapori e non avere paura di restare da soli.

«Io prima avevo paura di stare da sola. Pensavo che gli altri ce l’avessero con me, che fossi sbagliata… Adesso invece ho visto che la vita è bella e non la voglio perdere», confida T. C’è la consapevolezza che è possibile cambiare, è possibile uscire dal tunnel dell’alcolismo avendo anche una nuova visione di se stessi. Porre fine alla paura di gestire i sentimenti o i momenti difficili, e capire che la sensibilità può essere veicolata in modo differente.

Un ultimo appello da parte di tutti a porre un freno all’emergenza alcolismo tra i giovanissimi e ai familiari a rivolgersi ai gruppi di Alcolisti Anonimi sparsi lungo tutto il territorio nazionale.

*Articolo vistato dal Direttore Responsabile

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