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Edilizia: ritardi delle pubbliche amministrazioni, l’odissea delle piccole imprese

L'allarme parte dalla Cgil e dalla Fillea Cgil di Catania che punta su una riflessione supportata dai dati

Catania – Alcune cause della fragilità e vulnerabilità delle imprese edili catanesi vanno cercate nei colpevoli e irresponsabili ritardi dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. L’allarme parte dalla Cgil e dalla Fillea Cgil di Catania che punta su una riflessione supportata dai dati.

Dal 1 ottobre 2016 al 30 settembre 2017, infatti, nel nostro territorio risultano presenti complessivamente 2230 imprese attive (nell’anno precedente queste erano 266 in più), e di queste sono 1814 quelle che hanno un numero di dipendenti non superiore alle 3 unità di personale, e 232 quelle che hanno tra i tre ed i cinque dipendenti; il 91,7% delle imprese attive ricade quindi all’interno di questo fragilissimo sistema dimensionale.

Spiegano i segretari della Cgil, Giacomo Rota, e della Fillea Cgil, Giovanni Pistorio: “Si tratta , quasi sempre, di lavoratori edili che a causa della crisi e non trovando occasioni d’impiego più o meno stabile, sono stati costretti ad aprire una posizione da impresa per potersi assicurare una fonte di reddito. È per questo che riteniamo di non doverci tirare indietro rispetto al problema anche sostenendo chi se ne fa responsabilmente carico.

Molte tra queste piccolissime entità lottano per sopravvivere, e tante, forse meglio dire troppe, sono costrette a fare ricorso a pratiche di rateizzazione del debito maturato nei confronti degli enti. Non a caso sono state ben 85 quelle tra loro che hanno fatto richiesta di rateizzazione del debito nei confronti della Cassa Edile di Catania nel semestre che va da ottobre 2016 a marzo 2017”.

Una delle principali ragioni della crisi è dunque il ritardo nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni e delle committenti in genere.
Questo, per Cgil e Fillea Cgil di Catania, non è il tema, è il problema: “Da tempo facciamo i conti con il negligente e per certo versi criminale atteggiamento di chi governa, ma il nostro sistema è debole e va puntellato e sostenuto ai diversi livelli di criticità.- continuano Rota e Pistorio- Nel 65% dei casi i tempi di pagamento superano di gran lunga i tempi previsti dalla legge, non senza che poi scattino contenziosi i cui costi si addossano comunque ai contribuenti e aumentano le cancellazioni ed i fallimenti delle imprese.

Per questo è necessario che si avvii rapidamente un confronto con le amministrazioni pubbliche del territorio affinché si attivi un sistema attraverso il quale i crediti possano essere incassati al maturare delle scadenze previste, senza ritardi e senza imperdonabili perdite di tempo”.

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Redazione

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