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Edilizia, Feditaliamprese: “Rischio paralisi e sopravvivenza”

La crisi sanitari ha colpito tantissimi  settori, tra cui l’edilizia, un settore già debole, rimasto danneggiato dalla profonda recessione mondiale dell’ultimo decennio.

«Adesso l’edilizia -afferma Alessandro Ciccazzo responsabile settore Edilizia di Feditalimprese- si ritrova a fronteggiare anche l’emergenza Covid-19. Il governo in merito, ha varato tante misure per la salvaguardia prima della salute e poi dell’economia, misure perfette dal punto di vista accademico ma scarsamente applicabili ai bisogni reali delle imprese edili ed ai problemi che devono affrontare in questo momento. Ad oggi queste misure risultano molto confuse lasciando un ampio margine all’interpretazione».

Gli imprenditori italiani sono abituati a fare i conti con una burocrazia astrusa e spesso asfissiante, che ne ha ridotto notevolmente i ricavi nell’arco degli anni.

«Ai problemi burocratici della “Fase 1” si aggiungeranno purtroppo, le problematiche operative relative alla “Fase 2”.
Al momento della ripartenza l’edilizia italiana dovrà fronteggiare: maggiori costi per la sicurezza dei propri lavoratori; riduzione della produttività dovuta alle norme di distanziamento sociale; grossi problemi logistici dovuti alla difficoltà di reperire approvvigionamenti; e soprattutto rilevanti criticità negli spostamenti dei dipendenti, poiché i mezzi aziendali non sono stati dimensionati nell’ottica di garantire il distanziamento sociale».

«Tutto questo ridurrà la marginalità delle imprese. Ad oggi, non sono previsti interventi di adeguamento dei prezzi delle lavorazioni per compensare i maggiori costi del lavoro. L’edilizia, oggi più di ieri, avrebbe bisogno di alcune manovre concrete. Tra queste aiuti erogati sottoforma di fondo perduto, che consentano di recuperare e non solo di traslare le perdite avute in questi mesi. Ma anche riduzione del carico fiscale ai mesi di effettiva attività lavorativa ed   adeguamento dei prezzi che tenga conto dei nuovi costi. Ed infine agevolazioni che ridiano un senso all’investimento sul mattone».

Tante promesse ma nessun risvolto pratico

«Tante le promesse -continua Carmelo Ciccazzo di Feditalimprese- che non hanno avuto un riscontro reale nella sfera degli imprenditori italiani. Cassa Integrazione che ad oggi in Sicilia rimane soltanto una promessa; prestiti per liquidità alle imprese che si rivelano un ulteriore modo di indebitarsi per poter adempiere agli oneri fiscali; sospensione dei canoni di locazione, di noleggio, delle rate dei mutui con criteri di ammissibilità che ancora in tanti cercano di capire, e cosi via…».

«Nella speranza che il governo si renda conto delle problematiche e delle esigenze del settore Edile, l’unica realtà che oggi può dare speranza agli imprenditori italiani, rimane Invitalia, agenzia nazionale per lo sviluppo, di proprietà del Ministero dell’Economia che sin da prima del Covid-19, con le svariate misure messe a disposizione cerca di dare nuova linfa al tessuto economico italiano».

«Il bando “Resto al Sud” ne è la prova concreta. Attraverso finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto da la possibilità agli aspiranti imprenditori italiani di poter realizzare i propri sogni», conclude Ciccazzo.

E.G.

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Redazione

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