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Sorprende e coinvolge… Ancora un Poe

Ancora un Poe in scena per tutto il fine settimana al Canovaccio è tra gli spettacoli da non perdere

Una città come Catania a volte sorprende per la sua bellezza travolgente, e un giovedì sera può riservare sorprese in scorci illuminati o angoli nascosti e riscoperti, ma è bello sapere che ci sono dei luoghi, come il Teatro del Canovaccio che rappresentano quasi delle certezze, di qualità, di innovazione, di sperimentazione. È il caso di Ancora un Poe con la regia di Eliana Esposito con Daniele Bruno, Nicola Costa, Raffaella Esposito, Alessandra Gurrieri, andato in scena alla sua prima giovadì 26 ottobre e che rimarrà per tutto il fine settimana.

Le stesse sensazioni di tensione e sorpresa, le manifestazioni quasi di isteria controllata, il senso dell’attesa e del ricordo che ogni lettore si aspetta da Edgar Allan Poe si possono ritrovare in questo spettacolo scritto e diretto con una cura millimetrica e che gode di una forza interpretativa straordinaria a cominciare dalla poliedrica Raffaella Esposito, capace di interpretare così tanti personaggi nella loro alternanza con una perfezione tale che quasi si perde il conto e mai sbagliando un colpo. Raffinata e sensuale, ironica e disperata ha dato vita ad un vero e proprio Maelstrom di emozioni umane.

Una tremenda abitudine spinge il pubblico catanese ad arrivare con almeno un quarto d’ora di ritardo e, purtroppo, neanche la prima di uno spettacolo fa eccezione, quindi arrivi, pensando di essere in ritardo, e ti ritrovi in forte anticipo. Per fortuna il Canovaccio cura i suoi ospiti con un delizioso ristoro che, alla fine, ti da anche la possibilità di chiacchierare con vecchi amici e fartene di nuovi. La cosa più divertente in questi casi è ascoltare il chiacchiericcio e i commenti di spettacoli passati ed ecco che saltano di bocca in bocca nomi più o meno noti, nuove scoperte da cui ci si aspetta tanto e la trepidazione di tutte le aspettative di uno spettacolo nuovo che sta per andare in scena.

Un pubblico abituato al teatro conosce già Nicola Costa, lo abbiamo visto interprete dei ruoli più disparati ma questa volta riesce ad essere sorprendente ancora una volta; la sua prorompente intensità drammatica riesce a sviscerare l’anima di un personaggio tormentato e sereno allo stesso tempo tanto da commuoverti e, complice la ridotta ampiezza del teatro, soprattutto se sei in prima fila, quasi ti viene voglia di allungare una mano per abbracciarlo e rassicurarlo che tutto si sistemerà.

foto di Gianluigi Primaverile

Devo ammettere di aver fatto fatica a ricordare che si trattasse di personaggi già scritti vista l’intensità intima e naturale con cui sono recitati, in una di quelle messe in scena che non tengono conto degli spazi scenici tradizionali ma che sfrutta ogni angolo della sala. Eliana Esposito è riuscita a dimostrare attraverso luci, e movimenti scenici che non è necessario interagire direttamente col pubblico per farlo sentire profondamente e fisicamente coinvolto.

Come se tutto ciò non bastasse è l’imperdibile interpretazione di Daniele Bruno che riesce quasi da solo a sostenere tutta la seconda parte dello spettacolo. Dotato di una forza canalizzante unica da vita ad un William Wilson sull’orlo dell’esasperazione,  un don Giovanni impenitente fino alla fine amante dei piaceri e della vita ma schiavo delle sue ossessioni più profonde reggendolo sul filo del rasoio, non risparmiando piccoli scossoni di spavento alle prime file coinvolte nella vicenda.

Catania a volte riesce a sorprenderti ma ci sono cose, sere, spettacoli luoghi che ti fanno uscire da teatro con la piacevolezza che può dare solo la consapevolezza di aver visto qualcosa di bello.

(foto di copertina di Gianluigi Primaverile)

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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