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È tutta catanese la scoperta della misteriosa figura sul dipinto “The Pastor Treasure”

E’ stata incredibile la scoperta effettuata dai ricercatori dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali (Ibam) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dei Laboratori Nazionali del Sud (Lns) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), entrambi a Catania.

Grazie a uno scanner italiano a raggi X, un’elegante donna vestita di rosso è “riapparsa” in un quadro inglese del XVII secolo. Dopo esser stata nascosta sapientemente da un pittore fiammingo, dopo più di 4 secoli, la figura si riprenderà il suo posto. Il motivo sarebbe un ripensamento dell’artista.

Il dipinto restaurato sarà visibile al pubblico in una mostra allestita al museo del castello inglese di Norwich, dal 23 giugno con il nome di ‘The Paston Treasure‘, ovvero”Tesoro dei Pastor”. Il nome si riferirebbe a una famiglia della piccola nobiltà di Norfolk, in Inghilterra.

Le analisi sono state effettuate con lo scanner portatile Landis-X, progettato e sviluppato nel laboratorio di analisi non distruttive (Landis) dell’Infn.

Così ha dichiarato all’ANSA il responsabile delle misure Paolo Romano, ricercatore dell’Ibam-Cnr e ideatore dello scanner.“Abbiamo realizzato uno scanner che consente di studiare grandi opere in pochi giorni, in modo non invasivo e fornendo a restauratori e studiosi di storia dell’arte immagini in tempo reale del dipinto”.

Dallo scanner emerge che la figura femminile si trovava in alto a destra, al posto di un orologio. Secondo le ipotesi degli esperti del museo britannico, la donna del quadro potrebbe rappresentare una figura allegorica o un membro della stessa famiglia Paston, con molte probabilità la seconda moglie del committente del dipinto Sir William Paston.

Le analisi hanno permesso di ricostruire i dettagli del suo volto, della pettinatura e dell’abbigliamento. E per effettuare le misure, viste le dimensioni considerevoli della tela(240x 165 cm), i ricercatori sono volati a Norwich.

“Nonostante le dimensioni importanti del dipinto, lo scanner mobile ha permesso di documentare compiutamente l’opera”, ha aggiunto Claudia Caliri, dei Lns/Infn.

I ricercatori hanno ottenuto immagini fino a 30 millesimi di millimetro, dunque con un’elevata risoluzione. Questi scatti hanno permesso la realizzazione di un breve documentario che illustra al pubblico come è stata dipinta l’opera ma anche i frequenti ripensamenti dell’artista, visibili grazie alla ricostruzione sul dipinto.

EG.

 

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Redazione

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