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È “Sette corvi per sette anime a Cameriano di Casalino” di Luca Inglese il libro del mese – Settembre 2020

Intervista all'autore che da un fatto accaduto trae un noir dal tema eterno: il conflitto tra il bene e il male

Luca Inglese con Sette corvi per sette anime a Cameriano di Casalino, torna negli scaffali libreschi nel dicembre scorso. Il tempo di organizzare il tour e il Covid_19 blocca tutto. L’audacia non manca e viene ripagata. Il romanzo si impone bene, esaltando l’autore, che ringraziamo per averci concesso l’intervista, dove ci narra anche delle sue personalissime scelte editoriali per abbattere certi mercati non del tutto etici.

Sette corvi per sette anime non è il tuo esordio letterario: che aspettative nutri?

«Vedi.. non saprei rispondere a questa domanda senza contraddirmi.

Sono e rimango senza dubbio un esordiente. Asserire se sia o non sia il mio esordio.. sinceramente non riuscirei a essere sincero, anzitutto con me stesso.

Dico questo perché… ogni qualvolta pubblico un testo, che possa essere una poesia, una riflessione oppure un romanzo… essendo una parte molto intima del mio essere… è sempre e comunque la prima volta.

Aspettative?…. Nutro sempre aspettative dalla vita.

Scrivere è per me un percorso, sia personale e intimo che professionale.

Perciò sì. Nutro molte aspettative.

In me vige e vive un fuoco. E a esso devo tutto.

Ogni mio tormento e ogni notte insonne.

Ogni bisogno di cercare me stesso, nascosto fra quelle pagine e quei personaggi che percepisco, assai spesso e sovente, pulsare nella mia testa».

Scegli Amazon per i tuoi romanzi: come ti trovi e come vi sei approdato?

«Sono approdato ad Amazon, poiché grazie ad esso e con esso.. posso dire di aver trovato una strada attraverso la quale far emergere il mio pensiero, i miei testi e ognuna di quelle voci, senza obbligatoriamente svenarmi assecondando le svariate proposte, quasi sempre economiche e a mio svantaggio, che molte case editrici hanno desiderato propormi dopo aver ricevuto i miei due manoscritti».

 

 

Stimoleresti per tua voce i nostri lettori alla lettura del romanzo?

Sette corvi per sette anime a Cameriano di Casalino
Sette corvi per sette anime a Cameriano di Casalino

«Con piacere. Sette corvi per sette anime a Cameriano di Casalino, narra, in veste romanzata, di una abbietta e triste vicenda accaduta realmente nel territorio insito a pochi passi da Casalino, nel Novarese. O per lo meno, tenta di offrire una visione parallela e dark, conseguente e alternativa dell’eccidio di quei poveri ragazzi… questo, un attimo dopo la loro triste e miserabile morte.

A quei poverini, nella realtà, è stato fatto di tutto anche dopo la loro morte. E con quanto restava dei loro corpi, gli assassini hanno osato infliggere l’impensabile. Inoltre e per impedire che trovassero pace nell’aldilà… i Nazisti e Fascisti obbligarono il parroco di Casalino al seppellimento dei cadaveri senza il rito religioso. Perché nella follia generale di quel tempo, io penso, auspicassero per i sette di non trovare mai la pace e l’accesso alla volta celeste.

Nel comporre l’opera ho desiderato ardentemente concedere a codesti figli di un’Italia ormai svanita, quel rispetto e quell’amore che sentivo in cuor mio di dovergli offrire.

“Da ragazzo… sovente e all’imbrunire, correvo attorno a quel sito, a quel monumento incastrato fra i fossi e terra. E sempre.. sempre tornavo a pormi queste domande, quando capitavo in quel luogo e nel silenzio dei miei pensieri :

Che cosa avranno mai patito questi ragazzi?

Cosa passava nelle loro teste un attimo prima della fine?

“I Sette corvi riaffiorano perciò dal mio passato e dalla terra nella quale, al tempo, ebbi a nascere: Cameriano”. In loro e con loro ho potuto per un istante riabbracciare mia nonna… poiché e’ per lei che il mio cuore ha composto la presente opera.

Simbolo di un tempo ormai svanito, con il sacrificio alla patria e alle genti loro care, i sette soldati rappresentano in toto quell’idea che vede l’essere umano propenso a non arrendersi mai alle avversità della vita. Qualunque esse siano e in qualunque forma si possano mai presentare.

Anteponendo tutto, persino sé stessi e la propria esistenza per il diritto immacolato che l’uomo dispone, sin dalla nascita, di vivere libero. Senza limiti e senza che nessuno, e dico nessuno, osi infastidirlo imbrigliandolo ad un volere che non sia il suo. La storia si srotola ambientando le vicende in due lassi di tempo ben precisi.

Il primo, quello da ritenersi più cruento… all’epoca della battaglia. Quando in Europa e nel mondo si andava combattendo una guerra votata non solo alla conquista del pianeta, ma anzi, e forse peggio, allo sterminio di un popolo ritenuto indegno – quello Ebraico.

L’altro, il secondo, regalando scorci di vita in più fasce temporali e avanti nel tempo. Per mostrare la volontà dei martiri resi immortali da sembianze di corvi, per difendere e salvare quante più vite possibili, anche e soprattutto… dopo la fine della guerra. Reale e unica fautrice della loro morte e successiva trasmigrazione in corvidi. Poiché è di questo che si sta parlando. Del desiderio inconfutabile dei 7 di ritornare laddove tutto gli era stato strappato. Alla vita e la compagnia dei loro cari. E soprattutto… al fuoco di un amore custodito da uno dei 7 martiri verso una donna chiamata Maria. Verso una fanciulla per la quale il tal ragazzo si è visto costretto allontanarsi ancor prima di vivere e riscaldarsi davanti al fuoco di quell’amore. Quella forza grazie al quale, tutto, poi, sembrerebbe possibile e procrastinabile».

Una domanda di default: come reputi il mondo dei premi letterari? E ti interessano?

Luca Inglese con la moglie
Luca Inglese con la moglie

«Mi interessano poiché tramite essi e con essi… potrei aggiungere maggior luce e visibilità a quanta sin d’ora risulti essermi già stata offerta. Ma se devo essere sincero… ciò che mi è stato già concesso, risulta spingersi ben oltre a quanto in origine mi ero prefissato di agguantare».

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".
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