CulturaLibriLifeStylePersonaggi

È “Pupi Avati. La nave dei sogni” di Guido Guerrera il libro del mese marzo 2019

Lo scrittore di adozione toscana torna in Sicilia con il romanzo biografico sul regista bolognese.

Capolavoro, giusto per ricordare uno dei tanti personaggi, colui che gli produsse il primo fallimentare film, che il Guerrera riesce a far dialogare col maestro del cinema scaricato dal jazz da un mostro sacro come Lucio Dalla… a insaputa di Lucio!

Il nuovo libro biografico, scritto da Guido Guerrera, pubblicato per i tipi di Minerva Edizioni, esordisce proprio col jazz. Pupi Avati, anonimo cittadino di una bella e sempre più anarchica Bologna, si trova col clarinetto a suonare con una prima band, dal nome che è un bel programma (lo leggerete nel libro).

Il tutto non durerà molto, perché davanti lui un talento e fenomeno naturale, l’indimenticabile Lucio Dalla, lo scosterà verso altri orizzonti: far l’impiegato alla Findus!

Pupi Avati, Abbatantuono e… gli amici del Bar Margherita

È romanzo allegorico e onirico con ampi margini di verità. Il grande Pupi Avati, regista de “Il papà di Giovanna” o del capolavoro “La casa dalle finestre che ridono” o ancora de “Gli amici del bar Margherita” con un Lo Cascio e Abbatantuono spettacolari interpreti, da italiano medio, oggi sarebbe fortunatissimo, lavorava alla Findus. Nel film del 2009 richiama spesso la sua necessità sociale da Peter-Pan.

La nave dei sogni

Guido Guerrera che come detto ne introduce spaccati familiari sin da giovinetto, nemmeno ad un terzo del libro, scorrevole e gradevolissimo nel paradosso da tornare indietro tante di quelle volte, che poi vi dirò il perché, avvia il personaggio Pupi in una “Nave dei sogni”. 

Pupi incontrerà sin da subito il fratello Antonio, che esiste nel reale. Il fratello meno noto al pubblico è infatti il produttore di tutti i suoi film, tanto che, qui vi dico il perché son tornato tante volte indietro nonostante il libro non lo richiedesse, in questa onirica nave che si avvia nel centro degli U.S.A. la straordinaria narrativa del Guerrera fa rivivere al lettore un, non troppo a dire il vero, en passant felliniano di rara virtù e bellezza.

 

Mi interrogo

Ad un certo punto, mi son chiesto: “questo che sto leggendo quale film di Fellini è che ancora non ho visto?”.

La tecnica nel riuscire a passare, facendo parlare il personaggio, che è il protagonista del romanzo, che è un uomo che esiste realmente, dunque l’ottantenne con cinquanta anni di carriera Pupi Avati, da emozioni di corbellerie infantili a tradimenti alla propria moglie e famiglia.

Un classico in cui molti rischiamo di ritrovarci da uomo medio improvvisamente sul gradino più alto del podio delle nostre ambizioni.

La fantasia dell’autore nel proporre un viaggio verso le Americhe, è un colpo di mano che ha reso unico nel suo stile, ricordiamo altri libri che hanno avuto questa forte prerogativa come “Io e Ernest” dedicato ad Ernest Hemingwey o “Franco Battiato, un sufi e la sua musica”,dove in quest’ultimo, nuovamente, più degli altri citati l’impronta dello stile è consacrazione.
(Nella foto Pupi Avati e Lucio Dalla che ieri avrebbe compiuto 76 anni)

Il passato sempre presente

Il Capitano della nave, con l’immancabile pipa in bocca è il primo incontro che Guerrera fa fare a Pupi Avati. Questi lo battezzerà suo vice alla guida della nave dei sogni.
Questo ricorda tanto il personaggio di bastoncini Findus che il regista non sopporta per nulla, proprio perché lavorò in azienda tanti anni. 

Pupi e Antonio Avati

Libro omaggio che Pupi e Antonio Avati, hanno apprezzato, tanto che diversi sono stati i pranzi e le cene nelle trattorie con Guido Guerrera, elegante uomo di cultura elevatissima, che ancora una volta ha fatto l’en plein. Nella quarta di copertina è riportato ciò che i fratelli Avati hanno dichiarato in giro per questo tour

«Dovevo arrivare a 80 anni – incalza Pupi – per scoprire di essere, con mio fratello Antonio, protagonista di un romanzo. Tra l’altro di un bellissimo romanzo».

Replica Antonio: «Questo bel romanzo di Guido Guerrera non lo conserverò dove mia moglie tiene i libri di cinema ma neppure nello scaffale degli altri romanzi. Per adesso lo terrò nella mia ventiquattrore per capire, sfogliando molto spesso, quanto l’umore così mutevole ci renda diversi e unici».

Un bel tour con Guido, Antonio e Pupi, quest’ultimo per impegni con delle master-class sulla professione di attore non sempre sarà presente.

Il 5 marzo presso la libreria Mondadori BookStore di Piazza Roma,
ore 18:00 a Catania.

 

 


Il 7 marzo presso la Feltrinelli Point di Via Ghibellina, 32 a Messina.

Tags
Mostra di più

Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".
Back to top button

Adblock Identificato

Considera la possibilità di aiutarci disattivando il tuo Adblock. Grazie.