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È “Perturbanti congiungimenti” di Gianfranco Sorge il libro del mese – Settembre 2019

Lo scrittore etneo ha trionfato venerdì scorso al Premio Città di Leonforte nella sezione "micronarrativa"

È Perturbanti congiungimenti il libro del mese “settembre 2019”. Terza opera letteraria, ma quinta globale, che lo scrittore psichiatra Gianfranco Sorge pubblica per i tipi di GoWare edizioni, dopo È solo nella tua mente ed è reale (2015), per 32 settimane in testa alle classifiche Amazon, dei quali 15 giorni consecutivi e Squatter! (2018).

L’autore, venerdì scorso, 30 agosto, ha trionfato aggiudicandosi la piazza d’oro del podio per la sezione “Micronarrativa” alla XXXVIII edizione del Premio Città di Leonforte con l’inedito “Amaro: l’indifferenza”. 

 

Trama

Cover
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Musilia che ha un nome in onore di un personaggio adorato dai genitori, Robert Musil, attraversa momenti cruciali della propria vita che la segneranno per sempre. Dal rapporto conflittuale con la madre ad una relazione torbida con un avvocato sposato. Tutta la vicenda è intrisa di turbe emotive, di momenti teneri che si contrappongono a ciò che socialmente vengono definiti come atti di pura follia.

 

 

 

 

Perturbanti distonie comunicative

Gianfranco Sorge
Gianfranco Sorge

È da un tratto sul viso del suo amante che la protagonista tenterà e proverà a “guarire” da quel modus comportandi così diverso che tale la rende e che di conseguenza le crea difficili i rapporti sociali.

La donna all’apice di un bel momento della sua vita, forse il primo, che sembrava darle respiro, viene colta da una notizia shoccante. Come reagirà se non con alcuni dei suoi azzardati e sprovveduti comportamenti?

Sembra tutto vacillare, ma un’altrettanta shoccante notizia sarà il il quid della sua ripresa. Ma da cosa?

Ancora una volta Gianfranco Sorge, crea stupore con le sue opere, degne figlie di un pensiero attento e forbito sulla psicologia dell’uomo, che va oltre ciò che si pensi possa essere scabroso, illecito e cronicamente malato.

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".

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