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È “Onorata società” di Cirino Cristaldi e Mirko Giacone il libro del mese febbraio 2019

I retroscena alla scalata al potere in politica nel romanzo dei due etnei.

Dopo la “Mafia e i suoi stereotipi televisivi“, libro più volte encomiato nei festival di genere, Cirino Cristaldi torna su un tema scottante quanto doloroso.

Nuovamente pubblicato da Bonfirraro editore, stavolta si presenta con il romanzo “Onorata società“, scritto a quattro mani col cultore di misteri mai risolti, Mirko Giacone.

Il vero potere, quello che può decidere le sorti dei governi e dei popoli, non è mai stato alla luce del sole… Esso è ben annidato dietro sfarzose quinte, dove tutto è manipolabile a seconda degli interessi di pochi eletti”, si legge in una delle frasi che aprono la lettura di questo bel romanzo, che invoglia a ribellarsi. Dall’altro canto però, lascia, come nella realtà, l’amaro in bocca. Nulla cambia, nonostante le speranze. I retroscena della vita politica, sulla scalata al potere, sui sotterfugi e sulle strategie che regolano questo ambiente, i suoi palazzi e i suoi frequentatori, sono i punti cardini che i due autori hanno studiato, facendo ricerche accurate e studiando una stilistica romanzata che al contempo fa breccia nelle coscienze dei lettori. Gli autori sembrano sincronizzati nel rispondere ad alcuni quesiti che gli abbiamo posto.

 

Qual è il filo conduttore di questo romanzo?

«Onorata Società racconta la storia di Pierluca Aragonesi, ultimo di tre figli di una modesta famiglia dell’entroterra siciliano, che si allontana dalla campagna e dagli affetti, “tradendo” così le aspettative del padre, alla conquista dei sogni nel cassetto. Dopo gli studi universitari, nella capitale, tornerà nell’amata isola, ricco di esperienze e nuovi contatti illustri, per seguire la sua più vorace passione: la politica».

Com’è descritta la politica in Onorata Società?

«Nel romanzo si parla di una politica deviata, quella dei sotterfugi, dei giochi di palazzo, delle strategie per soccombere i più deboli, dei compromessi e delle lobby. Una politica che travolgerà, nel bene e nel male, il giovane Pierluca, protagonista di una scalata non certamente semplice, tra mondanità, sesso, ambiguità, corruzione, mistero, intrighi di palazzo, segreti scottanti da custodire fino alla morte».

Nella foto Cirino Cristaldi.

Come si sviluppa l’intreccio narrativo che vede come protagonista Pierluca Aragonesi?

«Le vicende scorrono in maniera quasi fluida, tra una nostalgica Agira, una fervente Palermo e una distante Roma, che perfino gli affetti più cari sembrano fare da contorno a una vita così intensa. Solo la morte, l’unica cosa che accomuna tutti senza distinzione alcuna, porterà Pierluca a un momento di riflessione intenso».

Tanta storia, tanta ricerca, luoghi, ambienti e personaggi che sembrano richiamare alcune delle più brutte immagini politico-mafiose che hanno disonorato la società sicula. Libro frizzante che consiglieremmo ogni mese. Ci è molto piaciuto.
Nella foto, Mirko Giacone.

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".
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