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È “La presenza e l’assenza” di Franz Krauspenhaar il libro del mese – Giugno 2020

Il 4 giugno l'autore milanese sale sul SideKar di Arkadia Editore

Il poliedrico Franz Krauspenhaar torna negli scaffali delle librerie fisiche e virtuali con La presenza e l’assenza. Pubblicato nella collana SideKar, curata egregiamente delle siciliane Mariela e Ivana Peritore, dell’editore sardo Arkadia, il nuovo ‘prodotto’ dello stakanovista della letteratura e della poesia vedrà luce il 4 giugno 2020.

Sinossi de La presenza e l’assenza

Guido Cravat, ex poliziotto, uomo dal carattere difficile, sbarca il lunario grazie al suo lavoro da investigatore privato. Quando viene contattato dall’industriale milanese Tommei, che lo incarica di scoprire che fine abbia fatto sua moglie, Cravat non sa che sta per entrare in un gioco più grande di lui.

Fin da subito si accorge che la vicenda è poco chiara, soprattutto quando le indagini lo portano all’interno di un sottobosco composto da personaggi poco raccomandabili.

Estromesso improvvisamente dal caso, impegnato in una lotta senza quartiere con il sadico Saluzzi, il nuovo detective ingaggiato dall’industriale, Cravat decide di portare a galla la verità, anche se questo dovesse costargli più di quanto possa immaginare. (fonte arkadiaeditore.it)

Parere e valutazione: non tradirà le aspettative

La presenza e l'assenza
La presenza e l’assenza – Arkadia 2020 – (Clicca sulla cover per acquistare il libro).

Quello che parrebbe rientrare in un genere troppo inflazionato, il giallo, l’autore lo rigenera schiantando con vivacità ciò che socialmente subiamo, grazie alla sua speciale penna che lo ha visto protagonista di diversi encomi e riconoscimenti con le produzioni precedenti. Ne La presenza e l’assenza gli eccessi di un intreccio narrativo ricco di emozioni, colpi di scena e strane presenze, fanno sì che Franz Krauspenhaar consegni al lettore un romanzo che non si può relegare semplicisticamente al giallo. Una esistenzialità socio comunicativa ‘frammentata e lacerata’ è il surplus di questa nuova creatura che, ne siamo certi, non tradirà le aspettative dei fan dello scrittore e di nuovi lettori.

L’autore

Franz Krauspenhaar
Franz Krauspenhaar

Franz Krauspenhaar è scrittore, poeta e musicista. Ha pubblicato numerosi romanzi, quali “Avanzi da balera per” Addictions nel 2000; “Le cose cambiano” (nel 2003) e “Cattivo sangue” (nel 2005) per Baldini&Castoldi. Nel 2008 approda a Fazi Editore con “Era mio padre”, aggiudicandosi la vittoria del Premio Speciale Narrativa “Palmi”. L’anno dopo è la volta di “L’inquieto vivere segreto” per Transeuropea. La sua produzione sembra inarrestabile: è del 2010, infatti, la doppia uscita di “1975” pubblicato per Caratteri Mobili e La passione del calcio per Perdisia. Gli anni ’10 si aprono con “Un viaggio con Fancis Bacon” per i tipi di Zona; nel 2012 per Gaffi edizioni pubblica “Le monetine del Raphael”. L’autore ferma la sua produzione narrativa per quattro anni. Torna il poeta con le silloge “Biscotti selvaggi” (2013), “Le belle stagioni”(2014) e “Capelli struggenti” (2016) editi tutti per Marco Saya. (Già nel 2009 con “Franzwolf” e “Effekappa” il poeta era salito alla cronaca). Nel 2016 in contemporanea alla raccolta di poesia di cui sopra esce per Neo edizioni “Grandi momenti” e nel 2018 per Castelvecchi pubblica “Brasilia”. Il 4 giugno 2020 Krauspenhaar salirà a bordo del  Sidekar di Arkadia Editore.

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".

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