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E in Sicilia crollano i ponti. Intervista all’Assessore Giovanni Pizzo

L’oramai famoso cedimento del pilone nella Palermo – Catania ha scosso l’opinione pubblica di Sicilia e non solo, puntando il dito sulla situazione in cui versano le infrastrutture dell’isola che secondo l’Assessore Regionale Giovanni Pizzo “ci sono, di strade ce ne sono moltissime, ma è lo stato che è comatoso“. La colpa andrebbe agli “anni di manutenzione non fatta o in maniera precaria e per depotenziamento di finanziamenti specifici, sulle strade secondarie in particolare“.

Una mezza verità quella di Pizzo. Perché è vero che quanto è accaduto alla A19 è legato ad una frana sulla sp 24 risalente al 2005, che collegava il paese di Caltavuturo alla PA-CT: Filippo Cangemi, allora Assessore Provinciale alla viabilità, annunciò “la creazione di un nuovo percorso seppur provvisorio” per arginare il problema. E’ anche vero che l’asse Ragusa – Catania non rientra più nella lista delle infrastrutture necessarie, secondo il neo-ministro Delrio, facendo sfumare così i 366 milioni di euro contributi. Tuttavia non ci si può dimenticare del viadotto di Sciorciavacche 2, nella Palermo – Agrigento, inaugurato il 23 Dicembre e crollato una settimana dopo.

Quindi la richiesta di stato di emergenza inoltrata al governo nazionale: “Domani la giunta delibera lo stato d’emergenza per il fatto specifico, ma già 3 settimane fa sull’intero comprensorio, per le piogge precedenti, era stata fatta la deliberazione”. Il 12 marzo, infatti, in allegato al documento della Giunta di Crocetta, il Dipartimento della Protezione Civile rendeva nota una relazione in cui si stimava il danno economico provocato da alluvioni e Foto meridionews.itmaltempo: 50 mln di euro, con gravi problemi ad infrastrutture viarie e ferroviarie.

Infine la frecciatina dell’Assessore all’Anas, in riguardo alla segnalazione di lettore di Meridionews su un altro pilastro della A19 che non avrebbe basi solide: “L’Anas ha un gap sulle sue strade, abbiamo già mandato il genio civile di Caltanissetta a controllare.” L’azienda “dice che la situazione è sotto controllo ma noi abbiamo mandato i nostri tecnici a vigilare.”

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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