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Dunkirk: un film epico e poetico che emoziona

Christopher Nolan è magistrale

Il film Dunkirk per la regia di Christopher Nolan è appena arrivato nelle sale cinematografiche ed è già in vetta alle classifiche.

Si preannuncia come uno dei film più discussi dell’anno. La critica e il pubblico l’hanno acclamato. Gli estimatori del regista non sono stati delusi neanche questa volta.

Un film bellico, un film breve per il regista londinese – solo 107 minuti -, una pagina di storia che non tutti conoscono.

La Storia battezzò quell’evento come Operazione Dynamo ed ebbe luogo dal 27 maggio al 4 giugno 1940. Le truppe inglesi assieme alle forze franco-belghe erano state tagliate fuori e circondate dalle corazzate tedesche giunte sulle coste della Manica a seguito dello sfondamento del fronte sulla Mosa. Da questo nacque la battaglia di Dunkerque presso il confine tra Francia e Belgio. Dato il completo isolamento via terra delle truppe, l’unica via di salvezza era la fuga nella vicina Inghilterra attraverso il trasporto via mare con unità navali di qualsiasi tipo.

Il regista con il suo film racconta lo storico salvataggio di quei soldati (quasi 400.000), uomini senza un nome, senza una storia personale, ma tutti accomunati dalla voglia di tornare a casa sani e salvi, vogliono solo scappare senza voltarsi indietro, piccoli e grandi eroi che restano anonimi così come il nemico che non si vede mai ma si percepisce sempre.

La gente muore, la gente sopravvive ma sente su di se un forte senso di colpa, di inadeguatezza, di delusione e disonore, sottolineato dalle parole di Winston Churchill. Nonostante tutto in guerra sopravvivere è tutto quello a cui pensi, è tutto quello che puoi fare, “sopravvivere è già abbastanza” – come dice uno dei tanti volti anonimi del film.

Un film di guerra, sulla guerra, ma che non è il solito film di guerra con le solite scene di battaglia, di violenza, di sangue, di corpi trafitti. Eppure c’è tutta la tensione, l’angoscia, la suspense, la potenza epica di un film di guerra. Non si approfondisco i personaggi, le loro storie, la loro personalità, questo è un tratto comune del regista che preferisce dare risalto alla storia, al tempo, alle scene, all’ambientazione curando ogni singola inquadratura, ogni singola espressione, in maniera precisa, diretta, maniacale.

Il film si svolge in tre momenti temporali, con tre linee narrative: una settimana al molo, il racconto di quello che accadeva sulla spiaggia di Dunkirk; un giorno in mare, per quello di una barca civile che, assieme a tante altre, salpa dalle coste inglesi per cercare di portare a casa quanti più soldati possibile; un’ora in cielo, per le imprese aeree di un pilota di Spitfire.

Tre tempi diversi, per tre storie diverse che si incrociano e culminano nel finale, formando un opera originale e potente. Il tutto scandito da una colonna sonora perfetta, in stile Alfred Hitchcock,  firmata da Hans Zimmer e che crea tensione più delle stesse immagini, tiene con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. A partire da quel ticchettio incessante che sembra un orologio, un cronometro, una bomba, il ritmo dell’urgenza, della lotta contro il tempo, dell’angoscia incessante che ti fa immedesimare nei protagonisti, anche se lo sono tutti e nessuno.

I protagonisti sono i volti, gli attori sono tutti bravissimi, e recitano con lo sguardo, dialoghi davvero pochi, ma gli occhi ti emozionano e ti dicono tutto.

Gli occhi di Cillian Murphy, così rassicuranti quando parla con i suoi uomini, diventano pieni di terrore e follia. Gli occhi di Tom Hardy, che praticamente sono la sua unica parte visibile per quasi tutto il film sono un baluardo di forza, coraggio e mascolinità. Il grande Kenneth Branagh, un ufficiale concreto ma dal cuore enorme. I suoi occhi velati e le sue labbra serrate ci regalano momenti di pura commozione – eh sì, mi sono commossa e tanto. Quelli di Harry Styles (il cantante degli One Direction), Aneurin Barnard e Fionn Whitehead sono invece gli occhi dei giovani soldati, limpidi, chiari e puliti, specchio dello stupore, della paura, delle speranze disilluse e persino della vergogna per la sconfitta. Il giovane Tom Glynn-Carney è una rivelazione, un suo “sì” segna il momento di maggior intensità drammatica, un giovane forte e coraggioso ma puro di cuore e d’animo. Mark Rylance infine ha gli occhi di chi sa cosa fare e non ha dubbi, ma resta gentile patriottico e generoso.

Trailer: Dunkirk

Trama: Il film, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, racconta la drammatica evacuazione verso la Gran Bretagna di centinaia di migliaia di soldati inglesi e alleati dalla spiaggia di Dunkerque sotto la minaccia dell’esercito tedesco. Le truppe sono circondate dalle forze nemiche. Intrappolate sulla spiaggia, con alle spalle il mare, si trovano ad affrontare una situazione impossibile con il nemico che incalza.

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Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

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