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Due morti di morbillo in Sicilia. La regione prima in Italia per segnalazioni

Sicilia regione a più rischio epidemico per il morbillo. Lo rivelano gli studi dell’Istituto Superiore della Sanità.

Malgrado in Italia, dall’inizio del 2018, i casi di morbillo si siano fermati a 2248, registrando dunque un calo in tutto il Paese,  è proprio dall’Isola che provengono la maggior parte delle segnalazioni.

I dati 2018 svelano che in Sicilia di sono registrati 1.116 casi: un’incidenza pari a 333 casi per milione di abitanti. A queste cifre, inoltre, si affiancano altri due decessi a causa di questa malattia, che riguardano due adulti di 29 e 51 anni.

Entrambi non erano vaccinati. Inoltre, al momento del decesso, sono state riscontrate altre infezioni che compromettevano il sistema immunitario.

I due decessi sono avvenuti tra aprile e maggio, ovvero durante i mesi di massima incidenza.

La situazione in Italia, si registrano miglioramenti

In Italia, dal 1 gennaio al 31 agosto del 2018 si sono registrati circa 2.248 casi. Un vero e proprio in calo in confronto al picco epidemico riscontrato tra aprile e maggio, che ha visto oltre 400 casi al mese.

L’età media degli affetti è di 25 anni. Ma tra questi, 429 casi riguardano bambini con età inferiore a cinque anni, di cui 138 addirittura non hanno ancora compiuto un anno di età. Il 91,1% dei casi totali era non vaccinato al momento del contagio e il 5,5% aveva effettuato una sola dose di vaccino. La metà dei casi ha sviluppato almeno una complicanza e quasi il 60% è stato ricoverato.

In Italia, purtroppo,  il morbillo rappresenta ancora una seria minaccia per la salute o addirittura per la vita.

L’impegno portato avanti dal ministro Grillo

Ed è proprio il vaccino contro il morbillo che, secondo il ministro della Salute Giulia Grillo, è l’unico che dovrebbe essere obbligatorio.

«L’epidemia di morbillo in corso nel nostro Paese -ha dichiarato il ministro- dimostra come obbligare alle vaccinazioni può essere necessario, ma non è sufficiente a fini di prevenzione».

«L’aumento di coperture che l’obbligo prodotto nelle generazioni dei nuovi nati non ha interrotto la diffusione della malattia. L’eliminazione del morbillo richiede l’attuazione di un complesso di interventi, descritti in un Piano già disponibile e che è stato tuttavia colpevolmente dimenticato dal 2011, oltreché non finanziato».

«Per interrompere l’epidemia occorre, per esempio, promuovere la vaccinazione tra gli operatori sanitari per garantire le occasioni di contatto con i servizi sanitari e occorre potenziare molto la comunicazione sociale», ha concluso Grillo.

EG.

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Redazione

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