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Drishti: il segreto per centrare i tuoi obiettivi

Le nostre giornate sono spesso piene di impegni poco desiderati e colme di persone che ci tolgono energia anche senza volerlo. Spesso ci rimbalza nella mente la sensazione che perdiamo il tempo focalizzati su cose che non rispecchiano esattamente la nostra volontà e la lasciano disperdere nell’immenso mondo dell’apatia.

Se vogliamo uscire da questa diffusissima zona di comfort è necessario trovare il centro di ogni intenzione e la parola drishti è quello che fa al caso nostro. Questo termine sanscrito (che vuol dire visione, punto di vista e direzione dell’attenzione) viene spesso utilizzato nelle classi di yoga al fine di incitare chi pratica a non farsi distrarre da pensieri che non sono utili per abbracciare una giusta concentrazione.

Come funziona? Dove noi guardiamo, li è diretta la nostra attenzione. Cerchiamo di focalizzare la vista su un singolo punto così da consentire alla nostra consapevolezza di disegnare i suoi spaziosi orizzonti e non farsi distrarre più da futili pensieri del tipo “cosa cucino stasera?” “devo andare a prendere mio figlio a scuola!” “perché quel tipo mi ha trattato così male?”.

Il drishti più importante è di certo il respiro: prova a sederti in una posizione comoda e naturale a schiena dritta, chiudi gli occhi e cerca di ascoltare solo il suono del tuo respiro. Attraverso l’ascolto mirato è come la nostra mente ricevesse delle indicazioni stradali su dove andare e non si lasciasse più influenzare da direzioni sbagliate. Semplicemente ascolta, riempi il suono del tuo respiro con tutta la tua energia e svuota la mente.

Un altro drishti è sicuramente il centro delle nostre sopracciglia: nello yoga, questo punto viene chiamato “il terzo occhio” ed è considerato il punto di partenza della visione chiara e senza ombre che un uomo può raggiungere. Puoi “accendere” questo drishti trovandoti in una posizione comoda a schiena dritta, chiudendo gli occhi e immaginando di osservare il centro delle tue sopracciglia senza sforzare eccessivamente i muscoli attorno agli occhi: immagina che in quel centro ci sia un punto bianco e osserva i suoi contorni e la forma. Quando riesci davvero a fissare solo quel centro, ecco che tutti i turbamenti della mente svaniscono e cominci ad oltrepassare i limiti di un pensiero definito creandoti uno spazio indefinito e aperto a mille possibilità.

La pratica del drishti è utile anche in periodi di indecisione e turbamenti riguardo il futuro, o in momenti in cui non riconosciamo più chi siamo. Il segreto di tutte le persone sicure di sé e piene di energia è avere un obiettivo, una meta verso il quale dirigere la loro attenzione. A lungo o a breve termine che sia, questa meta deve essere chiara e ben visibile e la nostra realtà giornaliera deve essere nutrita costantemente dal profumo di questo “punto di arrivo”. Inoltre, avere l’attenzione focalizzata verso un determinato obiettivo ci salva da quei periodi che indeboliscono la nostra personalità e le nostre solide credenze. Consentiamo alla nostra mente di focalizzarsi solo su quello che è realmente necessario per noi e abbandoniamo qualsiasi strada alternativa che può fare disperdere inutilmente l’energia. E’ un po’ come quando lanci una freccia verso un bersaglio: se sei impegnato ad osservare a destra o a sinistra e non guardi con attenzione il centro, la freccia non lo colpirà mai. Pensa di dover stare in equilibrio su una gamba osservando una persona che si muove in continuazione: è quasi impossibile perché il tuo focus non è diretto verso un punto ma si disperde e spazia oltre.

Questi esempi pratici sono utili per capire quanto è importante la pratica del drishti al fine di raggiungere un benessere psicofisico maggiore e duraturo nel tempo. Se volete praticarlo anche comodamente a casa, ecco delle semplici posizioni yoga che favoriscono il focus, “l’attivazione del centro”:

imageBalasana (o posizione del bambino) ci aiuta ad entrare nella parte più intima di noi stessi e abbandonare tensioni e fatiche poste all’esterno della nostra realtà. Quando poggiamo la fronte giù cerchiamo di fare entrare a contatto il centro delle nostre sopracciglia con la terra, in modo da percepire il nostro “terzo occhio” e osservare il punto al centro delle sopracciglia.

imageVrikshasana (o posizione dell’albero). La sequenza illustrata nell’immagine ci permette di entrare nella posizione dell’albero in maniera lenta e graduale. Prima di portarci in equilibrio su una sola gamba è bene cercare un punto davanti a noi verso il quale dirigere la nostra attenzione per i prossimi minuti e non abbandonarlo più. Adesso siamo pronti a sollevare la gamba, a portare la pianta del piede poco sopra il ginocchio e le mani giunta sopra il petto vicino il cuore (è utile contrarre leggermente l’addome per mantenere stabile il nostro baricentro e assicurarci maggiore equilibrio durante la posizione). Vrikshasana ci consente di esercitare la nostra concentrazione e il nostro drishti verso un punto ben definito e chiaro.

imageTrikonasana (o posizione del triangolo). Quando entriamo in questa posizione cerchiamo di mantenere il torace in apertura e le gambe dritte rendendo forti i nostri quadricipiti tirando su le ginocchia. Abbiamo due spinte contrapposte, una verso il basso e una verso l’alto. Il drishti in questo caso è situato nella mano che tende verso il cielo, forte e immobile. Osserviamola mentre cerchiamo di mantenere il corpo fermo contraendo leggermente l’addome e i glutei.

In conclusione, il potere dello sguardo è decisamente importante durante ogni tappa della nostra vita. Scegli il tuo punto di focalizzazione e tendi verso di esso!

“Quando abbiamo l’intuizione o il sogno di seguire un determinato sentiero di vita e ci atteniamo a queste indicazioni, certi avvenimenti appaiono magiche coincidenze.”
James Redfield

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