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Dreaming ’69: l’evento tra musica, divertimento ed inclusione

Dreaming ‘69 – Back to Woodstock – Beach Edition, l’evento che sposa musica ed accessibilità, si terrà il 25 aprile al Lido Jolly. Una giornata all’insegna del divertimento, ma con un occhio di riguardo anche ai meno fortunati con l’obiettivo di far divertire tutti.

Simone Pagliaresi, project manager del festival, ci illustra come e secondo quali principi il festival ha preso forma.

Cosa significa questo evento per voi?

«Quando lavori per produrre negli altri divertimento e spensieratezza, il significato è enorme. Produci positività che torna indietro, che è tanto degli altri quanto tua.  Poi, certo, questo è soprattutto un festival musicale, e la musica ha senso di per sé, non ha bisogno di qualcosa che la giustifichi o la legittimi.Questo evento significa, soprattutto e innanzitutto, musica».

Come è nata l’esigenza di rendere la giornata accessibile a tutti?

«L’esigenza reale e concreta è nata da mio figlio Elia di 3 anni. Mi dicevo: certo posso portarlo con me a un festival, ma lui che farà di adeguato e divertente per un bambino? Per questo abbiamo previsto le attività dedicate ai bimbi.
Poi l’idea si è allargata: abbiamo deciso che chiunque volesse condividere il nostro divertissement dovesse avere diritto a parteciparvi. Il coinvolgimento delle associazioni, quali Cus basket Catania e Wheelchair rugby Catania nasce dalla consapevolezza che in Sicilia e in Italia ci troviamo purtroppo ancora alla fase della sensibilizzazione. Noi sensibilizziamo volentieri, ma tutti i festival che si svolgono in Europa sono totalmente accessibili, così come le strade, gli uffici pubblici, le poste, il supermercato. Sul tema dobbiamo fare più, noi cerchiamo di fare la nostra parte».

Quali sono gli obiettivi che vi prefissate?

«La crescita e l’ affermazione di Dreaming ’69 è certamente un obiettivo, ma il fatto stesso che stiamo lavorando a una giornata così è già bello di per sé. Ma la musica è l’obiettivo fondamentale».

Avete in mente di continuare questo percorso con altri progetti?

Sì. Il percorso è: crescere e includere. Credo che se riusciremo a includere cresceremo, e se cresceremo sarà perché abbiamo incluso.

Che valore attribuite all’ elemento musicale?

«Enorme. La musica è allo stesso tempo la ragione e l’obiettivo della nostra giornata. Soprattutto ci piacerebbe contribuire alla rinascita musicale di Catania e della Sicilia orientale, che vivono forse un momento di difficoltà, ma che hanno tutte le carte per uscirne: svariate generazioni di musicisti straordinari e un pubblico caloroso e generoso. Aggiungo: gli organizzatori sono tutti musicisti».

 

 

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