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Drago viola la par condicio?

Drago “cade” sulla Legge 22 febbraio 2000, numero 28?

È la famosa Legge sulla par condicio che entra in vigore a partire dal 2000 al fine di garantire che l’accesso ai mezzi di informazione avvenga in maniera equa per tutti i soggetti politici.

All’articolo 9 la norma prevede espressamente che “Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.

Proprio in questo articolo sembrerebbe incappare il sindaco uscente Filippo Drago. Il primo cittadino da tempo ormai non invia più comunicati stampa che informano sull’attività della amministrazione pubblica. Invece, dai suoi profili facebook, lancia una sorta di rubrica dal titolo “Buone notizie per Acicastello“. Attraverso video trasmessi in diretta, informa la cittadinanza sulle buone nuove che interessano il comune e che appunto riguardano l’attività dell’amministrazione castellese.

Filippo Drago per scadenza naturale del suo mandato non è candidato alle prossime amministrative ma dichiara e sostiene pubblicamente la candidata Ezia Carbone.

Il Garante a Facebook e Google: “Rispettate la par condicio”

La Legge sulla par condicio viene promulgata a partire dal 2000, anno in cui i social non hanno certo la stessa diffusione e importanza odierna. Il legislatore quindi non può farne menzione nel formulare la normativa. Ma è l’autorità per la garanzia delle comunicazione a intervenire nel merito. L’ultimo richiamo risale all’anno scorso in occasione delle politiche nazionali. L’AgCom detta una serie di regole alle piattaforme digitali e ai social network per la campagna elettorale. Google o Facebook – devono garantire “pari opportunità” ai candidati e ai partiti in corsa per le elezioni politiche del 4 marzo.
(Vedi articolo su La Repubblica).

Nel caso di Aci Castello, Filippo Drago sembrerebbe cadere in questa violazione con video e foto dal suo profilo facebook il 4 aprile, il 5 aprile, il 6 aprile (due volte), l’8 aprile (due volte), il 9 aprile (due volte), il 10 aprile (due volte), l’11 aprile, il 12 aprile, fino a ieri 13 aprile.

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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